
Voglio raccontarti un’esperienza vissuta durante la mia formazione, lavorando con la pietra: un materiale apparentemente rigido, ma che, sotto le mani, rivela una sorprendente morbidezza. È un incontro tra forza e delicatezza, tra superfici ruvide e linee levigate.
Durante le 16 ore di formazione, il dialogo con la pietra è stato intenso e trasformativo. Tra scalpello, carta vetrata e infine acqua, il mio lavoro ha preso forma, dando vita a un ponte. O forse a una vela. Se lo capovolgi, diventa il vento stesso, il soffio che mi guida nella direzione che scelgo di seguire.
Mentre scolpivo, prendeva vita anche un nuovo livello di consapevolezza. Ogni segno inciso, ogni curva levigata racconta il mio viaggio interiore, un percorso, tra fragilità e forza.

Parlavo di materiali morbidi e materiali duri, che simbolicamente richiamano gli archetipi materno e paterno:
- Mater: accogliente, fluido, trasformativo.
- Pater: strutturante, solido, definito, contenitivo.
Alcuni materiali simboleggiano, il gesto e lo trasformano in segno. La pietra ollare, morbida ma resistente, insegna ad accettare la frustrazione, a riconoscere i propri limiti e le proprie possibilità, anche quelle invisibili agli occhi esterni. E poi c’è l’acqua, che scioglie le resistenze, porta via la polvere e lascia emergere la forma, proprio come una vela che si lascia sospingere o come un ponte che invita all’attraversamento.

Vieni a Scolpire l’ascolto interiore
Un’esperienza per adulti e adolescenti che desiderano esplorare sé stessi attraverso la scultura. Utilizzando scalpelli e carta vetrata, trasformeremo la pietra in una metafora del nostro percorso interiore, lavorando tra resistenza e fluidità. Un’occasione per esprimere emozioni senza parole, lasciando un segno dentro e fuori di sé.
Scopri di più da Paolo Cipriani Arteterapeuta
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