Se vedi qualcosa di bello in qualcuno, diglielo.
Non aspettare. Non rimandare. Le bellezze taciute avvizziscono come fiori senz’acqua.

In questa luna nuova, voglio portare l’attenzione alla semplicità che incanta: un frutto su un albero, che ti guarda con la pazienza di chi ha vissuto mille estati. Non mente, non pretende. Ti osserva con creatività muta e sapienza antica.

Il troppo sapere, a volte, ci fa inciampare nell’ego. “Io so, tu sai, noi sappiamo” — e mentre ci arrampichiamo sui gradini del sapere, dimentichiamo che il cuore non legge manuali.
Quando la mente si placa, dell’intelletto non resta che polvere nel vento.
Ma una carezza data, una bellezza riconosciuta, quella sì, resta. Incisa.

Allora in questa fase lunare che cresce, ti invito a fare spazio allo stupore.
Guarda la natura come fosse un poema sussurrato:

– Un tramonto incendiario
– L’asfalto che fuma sotto i piedi dei passanti
– Un fruttivendolo che espone la sua arte in cassette di legno
– Un mercato vivo, odoroso, affamato di occhi

E se vedi qualcosa di bello, dillo.
Dillo a qualcuno, ma dillo anche a un fico appeso al ramo: “Quanto sei bello, teso di sole, dolce come un segreto d’estate. Mi nutri d’immagine e di vitamine.”

Ma fallo piano.
Non farlo sapere in giro che parli con la frutta… potrebbero prescriverti un TSO.
Perché la creatività, quella vera, fa paura.
Non si spiega, si vive.
E spesso chi la possiede viene scambiato per folle.
Ma tu, tu sii folle.
Sii radicalmente gentile.

Buona luna nuova.
🌑
Paolo


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