La classe non è solo un luogo di insegnamento, ma un ecosistema vivo, dove ogni elemento — oggetti, materiali, spazi — può diventare strumento di crescita. In questo contesto, l’educatore non è al centro, ma ai margini attenti: osserva, ascolta, accompagna.

Suono e Forma, laboratorio di Artiterapie

Accompagna i bambini a scegliere

Offri materiali vari e accessibili. Non proporli come “attività da fare”, ma come inviti all’esplorazione. Lascia che siano i bambini a decidere come usarli, manipolarli, interpretarli. Il protagonismo nasce dalla libertà.

Pratica l’osservazione attiva

Siediti vicino, ma non troppo. Guarda senza giudicare. Prendi nota mentale di gesti, sguardi, pause. L’osservazione è il primo atto educativo: è lì che nasce la relazione.

Coltiva la pedagogia della calma

Impara a riconoscere quando intervenire e quando fare un passo indietro. Il silenzio consapevole è uno strumento potente: crea spazio, rispetto, fiducia. La tua presenza conta, anche quando non parli.

Esercizio per l’educatore: Aspettare in silenzio

Ogni giorno, ritagliati 3 minuti per osservare un oggetto senza fare nulla. Respira. Accogli l’attesa. Questo piccolo rituale ti aiuterà a portare pazienza e presenza nella relazione con i bambini.



Quando lasciate i vostri figli a scuola, sappiate che non entrano solo in una stanza, ma in un piccolo mondo pensato per accoglierli, ascoltarli e farli crescere.
Qui, ogni gesto è cura, ogni oggetto è possibilità, ogni silenzio è rispetto.
L’educatore non è lì per “insegnare qualcosa”, ma per custodire il tempo dell’infanzia con delicatezza e attenzione.


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