È un punto dentro di te che trattiene un’emozione, un ricordo, una sensazione. A volte ti blocca, altre volte ti orienta. È come un nodo nella memoria: può stringere… oppure diventare un punto da cui ripartire.

Ma esiste qualcosa di ancora più prezioso: la tua bussola interiore. Quella che non giudica, non trattiene, non costringe. Indica direzioni. Ti invita a muoverti. Ti ricorda che puoi scegliere come navigare nella tua storia.

In arteterapia lavoriamo proprio qui: sulla possibilità di sciogliere gli ancoraggi che non servono più e di crearne di nuovi, leggeri, vitali, gioiosi. Non si tratta di cancellare il passato, ma di trasformarlo. Di dargli forma con le mani, con i colori, con i materiali che parlano al corpo prima che alla mente.

A volte basta modellare l’argilla per sentire che qualcosa si allenta. A volte un gesto, un ricordo raccontato, un colore steso sulla carta diventa un nuovo punto di orientamento. Ogni persona ha il suo ritmo, il suo modo, la sua rotta.

Gli ancoraggi possono nascere anche dalla gioia: un profumo che ti calma, un colore che ti riporta al centro, un piccolo rituale che ti ricorda chi sei quando ti senti disperso. Sono segnali luminosi nella tua navigazione quotidiana.

Anche quando la memoria si fa fragile — come nella demenza — la memoria emotiva resta viva. Una foto, una melodia, un sorriso possono diventare fari che illuminano dall’interno. La creatività nutre ciò che rimane, ciò che ancora vibra.

Se senti il desiderio di creare il tuo ancoraggio di gioia, di ascoltare la tua bussola interiore e di ritrovare la tua rotta attraverso l’arte…

Esplora i miei percorsi online di arteterapia: poetici, pratici, trasformativi. Un invito a tornare a casa, dentro di te.


Scopri di più da Paolo Cipriani Arteterapeuta

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.