
Questo fine settimana sarei dovuto andare da Sara Surti, per un laboratorio formativo importante.
Invece il corpo ha detto “fermati”.
Lo ha detto con 38 e mezzo di febbre, con l’insonnia, e con altri segnali che non potevo più ignorare.
E così ho ascoltato: mi sono fermato.
Ho dormito. E dormire, a volte, è uno scudo: un modo per non pensare, per non affrontare, per difendersi.
E va bene così. Ogni tanto ho bisogno di difendermi anche dai miei stessi pensieri.
Il corpo ha scelto di fermarsi proprio ora, in un momento in cui sto osservando le mie ombre con una nuova luce.
Una luce che non giudica, che indica una direzione, che mi permette di vedere anche ciò che mi circonda e non solo ciò che mi abita.
Ho aperto la primavera e il segno dell’Ariete — il mio segno — con l’intento di riposare, ma non di fermarmi.
Di osservare, ma non solo di guardare.
Di amare senza condizioni.
E questo stop, arrivato in questo giorno preciso, mi ha invitato a osservare con più dettaglio dove sono e dove sto andando.
Allora viva gli arieti che rompono gli schemi, a partire dai propri.
Buona domenica.

Scopri di più da Paolo Cipriani Arteterapeuta
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.