Qualche  notte fa non riuscivo a dormire. Il cielo era pesante come metallo, gli orari confusi del mio lavoro mi attraversavano la testa. Mi alzavo, mi stendevo, mi rialzavo ancora. Alla fine il sonno è arrivato, e nel sonno ho visto due angeli: mia mamma e mio papà.

Mi dicevano soltanto: «Quando senti il bisogno, chiamaci con questa campanella».

La mattina, al risveglio, il mio corpo non ha seguito le solite routine: il gel per il testosterone (Klinefelter), il caffè, gli esercizi sul respiro. Si è mosso invece verso le foto di famiglia, dove custodisco una campana preziosa.

Ho chiuso gli occhi, ho respirato e ho detto: «Grazie, guide. Grazie per questo dono. Grazie per avermi mostrato una nuova via per stare in me, nel rispetto della mia anima, in comunicazione con la vostra».

Mamma e papà mi hanno donato uno strumento che sveglia il corpo e l’anima: il discernimento.

A volte vorresti fare tutto. Altre volte non vorresti fare più niente. Non è solo un pensiero personale, ma spesso lo ascolto anche dai miei clienti.

Qui arriva il discernimento: ascoltare con la voce del cuore ciò che è davvero utile al proprio percorso di evoluzione personale. Non assumersi il peso delle scelte come un macigno, ma riconoscerne la direzione, la verità, la necessità, anche se avvolte pesa. 

Gli angeli custodi sono al tuo servizio sotto forma di fiori, suoni, forme: sono voci sottili che ti sfiorano, una presenza calma che ti avvolge come un invito silenzioso alla protezione.

Quando ti perdi perché ti sacrifichi troppo, ricorda che la tua verità non nasce dal combattere, ma dal custodire ciò che ami senza consumarti. La cura, quando è scelta e non rinuncia, diventa una forma di forza che sostiene, che apre, che guida.


Scopri di più da Paolo Maria Cipriani Arteterapeuta

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