Io, Tu, Noi

Sono stato una persona insicura, incerta, senza una direzione chiara. Per anni ho creduto che ogni cosa che iniziavo fosse destinata a finire male, perché mi mancava un obiettivo verso cui orientarmi.

Eppure, dentro quella confusione c’era anche una forza: il mio modo di fare molte cose, di muovermi su più piani, di esplorare. Quella modalità non era un errore: era il mio modo di stare al mondo.

Negli ultimi anni ho imparato a dare una direzione a ciò che faccio. Non una direzione rigida, ma un intento: essere più chiaro a me stesso e offrire, anche attraverso piccole esperienze, un passaggio a chi sente il bisogno di incontrare quella parte fragile, incerta, che per tanto tempo è stata anche la mia.

Da lì possono nascere risorse, valori, possibilità nuove. Non serve evitare l’incontro con te stesso: basta attraversare, anche solo un poco, quei piccoli ostacoli che il giudizio — degli altri e il tuo — ha costruito nel tempo. E aprirti a qualcosa di fresco, di tuo.

L’insicurezza ti fa reagire, ti fa sbagliare, ti fa indossare maschere antiche. Sono maschere nate nell’infanzia, quando mancava un sostegno, una presenza, forse quella paterna. Eppure l’uomo o la donna che sei oggi ha attraversato tutto questo quasi da solo, con poco affetto e poca guida.

Nessun percorso ti chiede di diventare il salvatore di qualcuno. Ma puoi diventare un sostegno, una presenza che accompagna. Un angolo di amore che non salva, ma apre.

Ed è proprio per questo che ho voluto creare Io, Tu, Noi — un cerchio di uomini che si incontrano per confrontarsi attraverso la parola, il segno grafico, e dare valore ai propri intenti. L’incontro è fissato per il 31 maggio alle ore 16, nel mio giardino. Sarà aperto a poche persone, per permettere di incontrare gli sguardi con tranquillità. Se vuoi avere informazioni, scrivimi su WhatsApp: 3755973819.

Ricevo per incontri individuali, solo su appuntamento a Città Sant’Angelo, trovi tutte le info qui http://www.paolomariacipriani.com

Slegati

Ti sei mai sentito trattenuto dai tuoi stessi pensieri, come se ti avvolgessero da dentro?

Slegati e fiorisci

Nel laboratorio del 13 maggio a Vasto entreremo proprio lì, in quel punto dove la mente stringe e l’anima chiede spazio.
Incontrerai questi aspetti con delicatezza e coraggio, per lasciare andare ciò che pesa
e far emergere ciò che vuole respirare.

Laboratorio esperienziale Tarocchi e Arteterapia.

13 maggio ore 18:30 a Vasto

Per prenotare whatsapp 3755973819

Www.paolocipriani.art

Tarocchi e Arteterapia

🌿 Ascolto. Tempo. Intuizione. Un ritmo diverso, un modo unico di percepire. Da qui nasce il mio modo di creare.

Quando la crisi arriva, crea. L’argilla non giudica: accoglie. Le forbici e le immagini scaricano tensioni, trasformano il caos in direzione. Tra le mani, tutto diventa respiro, sfogo, movimento.

Il corpo si muove e dà forma all’immaginario: così ogni gesto diventa una soglia, un nuovo punto da cui osservarti.

In questo laboratorio — due incontri, oppure un unico incontro online — esplorerai parti di te attraverso Tarocchi e Archetipi, compagni di viaggio che illuminano ciò che si muove dentro.

Nell’arteterapia, modellare la materia significa modellare il sé: dare forma a ciò che è confuso, ammorbidire ciò che è rigido, scoprire possibilità dove vedevi solo blocchi.

La crisi cambia quando le mani iniziano a parlare.

Per info sul laboratorio scrivi a impronteespressive@gmail.com

altre info qui

Lascio entrare aria nuova.

L’ariete che e in me ama fare pulizie emotive, quelle che non servono al percorso della propria vita. 

In questi giorni, ad Avalon, Ritiro spirituale con Sara Surti, mi sono lasciato trasportare da sensazioni, emozioni, risate, pianti, danze, capriole.  Ho abbracciato, mi sono confrontato,  ho sbagliato,  ho ricominciato. 

Ho chiesto scusa, ho perdonato. 

Mi sono amato. 

Mi amo,  è per questo scelgo di accogliere tutte le mie moltitudini tutti i miei strati di una pelle di un corpo che accumulato per Anni esperienze e inesperienze. 

Scelgo la via che apre all’universo, proprio come questa carta dei tarocchi la torre che fa entrare un’energia creativa, scoperchiando la mia torre interiore

Una torre spesso fatta di controllo e paura e ma poi alla fine la paura è quella che ti fa ragionare sul da fare. 

Ho camminato tanti chilometri, i miei piedi hanno toccato la terra e il mare a volte ancora non sanno dove andare. Sanno solo seguire il proprio istinto il proprio cuore.

Ho incontrato piedi più giovani, e nell’impronta ho visto amore. 

Ho incontrato vuoti interiori, ho incontrato sensazioni dimenticate. 

Ho guardato fiori, pozzi e ruscelli come parte di me.

Ora è tempo di mettere ordine e di lasciar fruire tutto quello che è arrivato. 

Ho donato.

Ho accolto doni.

Grazie a tutto il gruppo con Sara Surti. 

Con gratitudine 

Paolo Maria  

Il caos creativo

Nella mente neurodivergente c’è spesso movimento, stratificazione, scintille che si accendono insieme. Per una mente ADHD, questo movimento non è un’eccezione: è la normalità. È il modo in cui il mondo arriva, si apre, si moltiplica.

La matrioska diventa allora un’immagine ancora più potente. Ogni bambolina è uno strato, un ritmo, un impulso. Un pensiero che si apre mentre un altro è già iniziato. È la metafora perfetta per descrivere ciò che accade quando vivi tra multitasking, procrastinazione, iperfocus improvvisi e dieci progetti aperti contemporaneamente.

Non è caos: è stratificazione. È movimento interno. È un modo diverso di funzionare.

L’ADHD è una forma di neurodivergenza, un termine che spesso viene usato come etichetta per indicare chi non segue il percorso lineare che la società considera “normale”. Ma la neurodivergenza non è un difetto: è una variazione naturale del funzionamento umano.

È un modo diverso di percepire, reagire, organizzare, creare.

E proprio come una matrioska, contiene molte parti che convivono insieme: quella che corre, quella che si blocca, quella che sogna, quella che si perde, quella che esplode di idee.

Molte delle difficoltà associate all’ADHD non nascono dalla persona, ma dall’ambiente in cui è cresciuta. Una mente veloce, sensibile, intuitiva, se non viene accolta e guidata, impara strategie di sopravvivenza che poi diventano abitudini: iniziare mille cose per non perdere l’idea, rimandare per paura di sbagliare, cambiare direzione per non sentirsi intrappolati, cercare stimoli continui per non spegnersi.

Non sono errori: sono adattamenti.

Per molto tempo ho portato dentro questo tema, perché lo vivo in prima persona. Ho creduto di essere disordinato, incostante, “sbagliato”. Ho creduto che la mia mente fosse un problema da correggere. Poi ho capito due cose fondamentali: la prima è che non sono sbagliato; la seconda è che posso imparare a contenere me stesso, le mie emozioni, i miei ritmi.

Non per diventare come gli altri, ma per diventare più mio. Per scegliere invece di reagire. Per ascoltare invece di giudicare.

La matrioska, in questo senso, è un archetipo prezioso: ogni strato non è un limite, ma una parte da conoscere. Ogni apertura è un invito a guardare dentro, a capire da dove nasce un comportamento, a riconoscere la ferita che lo sostiene, a trasformarla in risorsa.

Perché dentro una mente ADHD non c’è solo disordine: c’è creatività, intuizione, sensibilità, capacità di vedere connessioni che altri non vedono.

C’è un mondo intero che aspetta di essere compreso.

Per info sui percorsi individuali o gruppale visita il sito http://www.paolocipriani.art

O scrivi a impronteespressive@gmail.com

Tanti auguri a me

Dal mio libro: la tela evocativa, oracoli da sfogliare.

Nel giorno del mio compleanno ho pescato alcune carte dai mazzi che uso anche nei laboratori di Arteterapia. Sono strumenti che guidano con le loro energie, come un dialogo silenzioso che arriva dritto dove serve.

Il mio mantello è verde bosco: raccoglie ciò di cui ho bisogno e lo custodisce mentre avanzo. Lo porto con me a cavallo, con la freccia rivolta verso l’alto, per ricaricarmi e continuare il cammino con rinnovata energia. Sono il capo di me stesso, l’Ariete che con il suo fuoco apre la strada, afferma indipendenza e verità. Mostro la mia forza senza esitazioni, senza tirarmi indietro.

Ogni giorno è un nuovo inizio, fatto di strati e di moltitudini, come un essere che vive in più luoghi e dimensioni allo stesso tempo. Non nego i miei limiti: li riconosco, perché sono proprio loro ad aiutarmi a crescere, a orientarmi, a ricordarmi chi sono.

La vista scende, la pressione sale, gli acciacchi arrivano e se ne vanno.

Tutto cambia, tutto si rinnova.

E io continuo a credere in ciò che faccio, in ciò che sento.

Sono trasparente, senza inganni.

Sono qui e sono altrove, perché la curiosità mi spinge a esplorare mondi nuovi — interni ed esterni.

Una curiosità che durerà finché respiro.

Finché respiro riceverò critiche, dita puntate, come se ciò che ho detto in questi anni non fosse altro che la prova di una persona che crede nell’espressività.

Non ho colpe per il corpo che abito: lo accolgo.

E come diceva Yogananda, l’eterna ricerca di sé continua.

Non ho rimpianti.

Sento solo un forte profumo di cambiamento, come il giallo di questo fiore.

Ho inciampato in porte che si sono aperte, altre no.

Altre le ho sfondate, per poi tornare indietro e scegliere un’altra via — più sicura o più incerta, ma sempre mia.

Il mio istinto mi porta a scoprire, la curiosità mi spinge avanti, e a volte capisco che non è la mia strada.

Allora torno indietro.

E va bene così.

Ogni strada mi ha portato a una nuova versione di me.

A chi piace, a chi no.

Ma deve piacere a me.

E continuerò così.

Si cambia pelle ogni giorno, aggiungendo e togliendo strati.

Siamo fatti di moltitudini: anime, corpo, sensazioni, percezioni, e una scintilla che non smette mai di cercare.


Domani sul canale Telegram arriva il rituale creativo di luna piena

https://t.me/creagioia

http://www.paolocipriani.art

Il libro lo trovi su Amazon

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Sedurmi

Questo fine settimana sarei dovuto andare da Sara Surti, per un laboratorio formativo importante.

Invece il corpo ha detto “fermati”.

Lo ha detto con 38 e mezzo di febbre, con l’insonnia, e con altri segnali che non potevo più ignorare.

E così ho ascoltato: mi sono fermato.

Ho dormito. E dormire, a volte, è uno scudo: un modo per non pensare, per non affrontare, per difendersi.

E va bene così. Ogni tanto ho bisogno di difendermi anche dai miei stessi pensieri.

Il corpo ha scelto di fermarsi proprio ora, in un momento in cui sto osservando le mie ombre con una nuova luce.

Una luce che non giudica, che indica una direzione, che mi permette di vedere anche ciò che mi circonda e non solo ciò che mi abita.

Ho aperto la primavera e il segno dell’Ariete — il mio segno — con l’intento di riposare, ma non di fermarmi.

Di osservare, ma non solo di guardare.

Di amare senza condizioni.

E questo stop, arrivato in questo giorno preciso, mi ha invitato a osservare con più dettaglio dove sono e dove sto andando.

Allora viva gli arieti che rompono gli schemi, a partire dai propri.

Buona domenica.