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Paolo Cipriani Arteterapeuta

Crea la tua Alchimia | Rituali per il benessere

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L’8 Dicembre, nell’abbraccio

Ci sono ferite che chiedono ascolto. Ferite che, se ignorate, diventano muri invisibili: il rifiuto, l’abbandono, l’inadeguatezza si insinuano nel corpo e lo trasformano, senza che ce ne accorgiamo, in carnefice. Così il processo interiore si blocca: la difesa diventa maschera, la maschera diventa distanza, e la distanza impedisce alla vita di fiorire. Anch’io ho attraversato questa condizione: vittima e carnefice insieme, prigioniero di un dolore che non sapevo nominare. In realtà non facevo altro che mostrare un lato di me che soffriva. Il rifiuto, quando non viene accolto, ostacola il cammino e ci trattiene nel deserto dell’aridità.

Con creatività affondo le mani nelle viscere della mia interiorità, riconosco il danno, lo guardo, e scelgo di non lasciarlo più agire come carnefice. Voglio che la trasformazione sia pulita: non rispondere più con rabbia o freddezza, ma con presenza. So che non sarà veloce, ma ogni processo ha bisogno del suo tempo. Granello dopo granello, il deserto può diventare giardino. Le Arti sono porte di trasformazione, aprono varchi interiori, creano nuova vita, ricordano che la creatività nasce sempre da un contatto, da un incontro, da un intreccio. E quell’intreccio diventa un abbraccio sincero — magari negato, o che ti è stato negato — ma che può sempre rinascere.

La tradizione dell’8 dicembre ci invita a preparare l’attesa del Natale. Non è soltanto una festa, ma un respiro che si rinnova, un tempo che si apre. Eppure, il vero inizio non ha bisogno di grandi cerimonie. Può nascere da un gesto semplice: un abbraccio. In quell’atto di stringere e lasciarsi stringere si compie la stessa promessa che la festa custodisce: la possibilità di essere preservati dal peso del passato, liberi da colpe e da maschere.

Ogni abbraccio è un nuovo inizio, scioglie il ghiaccio delle distanze, accende la scintilla della fiducia, ricorda che la creatività nasce dal contatto, dall’incontro, dall’intreccio. Così, l’8 dicembre diventa non solo il giorno in cui si addobba la casa, ma anche quello in cui si può addobbare l’anima con un gesto di vicinanza. Un abbraccio che inaugura la stagione della luce, che apre la porta al calore, che fa della nostra fragilità un dono condiviso.

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www.paolocipriani.art

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