La bellezza ti avvelena

L’elleboro, anche chiamata “rosa di natale”, la si trova facilmente nella stagione invernale.
Bella e profumata, ma con inganno velenosa.
L’elleboro era considerato un rimedio per la cura delle malattie mentali, contro la follia.
La mitologia greca, infatti, narra che Ercole guarì dalla pazzia grazie all’elleboro e che il pastore Melampo, curò la follia delle figlie di Preto e Argo con il latte delle capre che ne avevano mangiato le foglie. Con il passare dei secoli l’elleboro si diffuse come rimedio per la cura delle malattie cardiache, soprattutto senili.
Tutte le parti della pianta, radici comprese, sono tossiche e altamente irritanti sia per l’uomo che per gli animali.
L’ingestione o l’assunzione di foglie o fiori di elleboro possono causare patologie gravi e, in alcuni casi, indurre alla morte. Ad ogni modo, la scienza moderna ha confermato le proprietà narcotiche contenute nell’elleborina, il suo principio attivo.

In montagna bisogna stare sempre attenti a cosa si tocca, e sopratutto non leccatevi le dita dopo aver toccato una qualsiasi pianta o fiore.

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