Si finisce e si riparte

È finito anche questo laboratorio con i ragazzi dell’ASP di Pescara.

È stato un laboratorio complesso e impegnativo, ma d’altronde non mi aspettavo qualcosa di facile. È stato comunque un percorso fluido, iniziato a ottobre e, a causa delle restrizioni, conclusosi online.

È stato sorprendente vedere come in questo percorso la disponibilità dei ragazzi sia decollata dopo che alcuni erano proprio restii a collaborare e a fare queste attività, invece si sono lasciati proprio andare in una dimensione densa di nuove emozioni.

Al dire il vero non so quanto realmente abbiano elaborato queste emozioni.

Per metà percorso abbiamo lavorato tanto sul non verbale ed è stato tanto scorrevole e piacevole ed ho collaborato anch’io con loro mettendomi in gioco e creando tutti insieme.

Era un gruppo di diciotto persone tra arabi e pakistani che non trovavano fusione, anzi, si schivavano. Hanno lavorato singolarmente e in gruppo, ma sempre con aria di superiorità da una parte o dall’altra.

Schivarsi sempre, schivare l’altro senza domandarsi cosa pensi o quale sia la sua emozione, il suo sentimento, il suo obiettivo.

Non sempre si confrontano, non sempre conoscono o vogliono scoprire la nazionalità altrui, la cultura e gli obiettivi dell’altro. Naturalmente non sono solo loro a schivarsi. I primi siamo proprio noi, in un paese occidentale in cui abbiamo tutto, in cui non ci manca niente siamo lì pronti con il dito puntato contro l’altro per motivi seri o più sciocchi.

Video conclusivo

Dovremmo essere noi a guidare questi ragazzi verso una nuova cultura di pace e verso una strada più luminosa e invece ci punzecchiamo su ogni piccolo dettaglio. Non fa bene a noi e non farà bene a chi verrà dopo di noi.

Bisogna imparare a dialogare in primis con noi stessi e poi con il resto della comunità. Comunicare non vuol dire giudicare, ma confrontarsi sulle idee e sulle ambizioni.

Quindi il primo passo che dovremmo fare è ascoltarci di più, ma come? Ci sono tante possibilità, ci sono tanti percorsi che si possono fare per ascoltarsi di più. In ogni caso bastano dieci minuti ad occhi chiusi osservando il proprio respiro, ascoltandolo ed Accogliendo con gratitudine ogni pensiero e analizzarlo. Si può scrivere, colorare, suonare. Sempre ascoltando le emozioni. Sentiti libero di ascoltarti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: