Yeshua era un uomo come tanti, ma con una nota in più: il coraggio di attraversare i propri pensieri, di incontrare i propri dolori, di entrare nel tempio interiore dell’anima.
Ci hanno sempre mostrato Gesù come colui che “sa tutto”, depositario di un sapere concesso da Dio.
Ma in realtà è stato un uomo che ha conosciuto piacere e dispiacere, che ha inciampato, che ha provato, riprovato, e che proprio attraverso questo si è mostrato umile davanti al popolo.
Era grintoso, ha studiato nella scuola degli Esseni, ha lasciato e ricominciato, fino a quando non ha scelto di evadere dai confini conosciuti per viaggiare e incontrare altri giardini, altre vie, altre possibilità.
Questo libro mi sta colpendo perché offre un messaggio diverso da quello che la nostra religione ci ha consegnato: una Maria sempre triste, sempre addolorata per la perdita del figlio.
Sì, ha sofferto. Ma ha avuto anche momenti di gioia, di creatività, di danza.
Proprio come noi.
Ogni giorno iniziamo un percorso e, se non risuona più con la nostra anima, ci fermiamo, ascoltiamo, e ripartiamo.
A volte ci disperiamo, ma poi scopriamo che nella danza e nella creatività esistono nuove risorse, nuove aperture, nuovi respiri.
Il trafiletto che ho riportato racconta proprio questo: quando arriva un cambio di direzione, arrivano anche le critiche.
Le persone non sono mai davvero soddisfatte di ciò che fa l’altro.
Spesso sono solo specchi.
Io invece, in questo periodo della mia vita, mi sento sereno, tranquillo.
Continuo a portare le mie evoluzioni attraverso la creatività e le mie esperienze.
Continuo a condividere sui social ciò che vivo ogni giorno, senza vergogna, perché fa parte di me.
Seguo me stesso, anche quando c’è paura.
Non la paura della vita, ma quella vibrazione sottile che ti dice che stai entrando in un territorio nuovo, vivo, presente.
A qualcuno faccio invidia, ad altri appaio instabile.
Ho sentito la terra sgretolarsi sotto i piedi, ho attraversato il dolore, e quel dolore l’ho usato come scudo, invadendo a volte il campo altrui.
Era una difesa.
Oggi l’ho capito.
Il sacrificio, così come ci è stato insegnato, genera senso di colpa, non amore.
Ognuno di noi è madre della propria creazione.
Anche tu, uomo, puoi essere madre di te stesso: puoi far nascere nuove possibilità, nuove sensazioni, nuove emozioni.
E ogni figlio interiore che crei — un progetto, un pensiero, un gesto — un giorno prenderà un’altra strada.
Allora ne nascerà un altro, e poi un altro ancora.
E così continuerai a dare vita alle tue creazioni interiori, fatte di pensieri e di materia viva.
Ed è proprio ciò che sto vivendo io adesso.
Nessuno può fermare il fluire dell’anima nel suo viaggio sulla Terra.
Solo tu puoi scegliere la strada: quella dell’amore o quella della paura.
Ricorda però: amore non significa stare con chiunque.
Amore è scegliere con chi e dove stare.
E allora, per concludere questo pensiero nato nella notte:
il divino sei tu, in questo momento preciso della tua vita.
Solo tu puoi creare il tuo amore per amare.

Tra qualche giorno arriverà il rituale di Luna Piena sul blog: un rituale creativo dedicato alla Luna delle Fragole.
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