
Quando ero piccolo, mia mamma notò che avevo difficoltà di apprendimento e problemi di linguaggio rispetto agli altri figli. Si informò e fece una serie di controlli fino a scoprire che avevo la sindrome di Klinefelter, una condizione genetica. Mi portò in lungo e in largo per sottopormi a controlli e cure di ogni tipo, nel tentativo di migliorare il mio stato morale e caratteriale, cercando di non ostacolare la mia crescita.
Durante l’adolescenza, tutto si è complicato. L’anno scorso, ho parlato di questo al congresso nazionale organizzato da Nascere Klinefelter ODV a Rimini.
Negli anni ’80, era evidente che fossi diverso dagli altri ragazzi: riduzione della peluria facciale e corporea, testicoli piccoli e infertilità. In palestra o in piscina, spesso mi vestivo frettolosamente e di nascosto per evitare la “vergogna”. Sotto la doccia, venivo preso in giro e preferivo stare in disparte, anche a causa di altri fattori non legati solo alla mia condizione genetica.
Non ho mai seguito una cura sintetica per migliorare il mio stato fisico ed emotivo fino a circa cinquant’anni, quando tutto è cambiato radicalmente. La terapia con il testosterone ha stravolto la mia vita. La mia personalità è rimasta forte, ma attraverso lo studio, l’arteterapia, la psicoterapia e l’accettazione del mio stato emotivo e fisico, mi sono ammorbidito e ho dato una definizione concreta al mio modo di vivere l’arte espressiva.
Ma cos’è la sindrome di Klinefelter?
La sindrome di Klinefelter è una condizione genetica che colpisce i maschi, causata dalla presenza di un cromosoma X in più, risultando in una configurazione cromosomica XXY anziché il normale XY. Questa condizione può influenzare lo sviluppo fisico, comportamentale e cognitivo. Le informazioni trovate su Internet possono spesso essere distorte, causando tensione e ansia. Ai neogenitori dico: non allarmatevi e non leggete informazioni che potrebbero non essere veritiere.
Si può intervenire con terapie ormonali sostitutive a base di testosterone per sviluppare caratteristiche sessuali maschili e migliorare la massa muscolare. È anche necessario un supporto educativo per le difficoltà di apprendimento. Con il giusto supporto medico, educativo e psicologico, gli individui con sindrome di Klinefelter possono condurre una vita piena e produttiva.
Io ne sono la prova. Fino ai cinquant’anni, tendevo alla depressione, ero aggressivo e narcisista. Con la conoscenza della mia condizione genetica, ho nettamente migliorato il mio modo di vivere e di relazionarmi. Non mi è mai pesato l’idea di non avere figli; anzi, ho potuto dedicarmi a viaggiare e a sentirmi indipendente in molti aspetti. Questo non significa che chi ha figli non possa essere indipendente, ma la mia situazione mi ha portato a percorrere strade diverse da altre persone con la stessa condizione genetica.
I viaggi sono sempre stati importanti per me, più di un ristorante o una birra con gli amici. Col tempo, ho iniziato a prendermi cura di me attraverso lo studio e la lettura, anche se per me era difficile comprendere certi concetti. Oggi, grazie all’arte, a molte attività svolte per curarmi sia nel corpo che nell’anima, mi sento una persona completamente nuova, con tante idee, prospettive e una voglia di vivere infinita.
Ringrazierò sempre il giorno in cui ho preso contatto con Massimo Cresti e la sua équipe, che mi hanno aiutato a comprendere che non sono malato, ma che avevo solo bisogno di credere di più in me stesso.
Se hai altre domande o hai bisogno di supporto specifico, non esitare a chiedere.
Di recente ho creato 47 opere ispirate a una condizione genetica che rappresentano il mio mondo interno ed esterno. Ecco il link per darci uno sguardo.















