Il sapore della pazienza

La friggitrice ad aria non è altro che un piccolo forno elettrico, uno strumento veloce per chi non ha tempo di cucinare con calma.

Ma cucinare, in realtà, è molto di più: è un atto di cura verso sé stessi, un momento per rallentare, dedicarsi del tempo e attendere con pazienza che il cibo raggiunga la sua perfetta armonia. Non tutto può essere accelerato, né in cucina né nella vita. La qualità di un risultato dipende dal tempo e dall’amore che ci dedichiamo.

È un richiamo alla pazienza e alla consapevolezza, ricordandoci che la fretta spesso ci priva di quel gusto autentico, sia nei piatti che nei nostri percorsi personali. Forse la friggitrice ad aria è comoda, ma il fuoco lento ha un sapore diverso, proprio come la cura e l’attenzione fanno risplendere i nostri obiettivi.

E la morale, qual è?

Che per arrivare a qualcosa di autentico e appagante servono tempo, dedizione e passione. Solo così il risultato avrà il sapore che merita.

Tu quanto tempo dedichi a te stessa?  

Lo sai che il dolore fisico corrisponde a un’emozione?

Ogni emozione interagisce con una parte del corpo e, viceversa, il corpo ci comunica qualcosa di profondo che stiamo vivendo. Il nostro corpo, infatti, è un messaggero silenzioso che ci offre indicazioni preziose per comprendere e alleggerire il peso delle emozioni che ci portiamo dentro.

Hai mai sentito le tue spalle irrigidite, come se portassero un peso enorme? Potrebbe essere il riflesso di responsabilità o preoccupazioni che gravano su di te. Forse sei un genitore con pensieri sul futuro di tuo figlio, oppure stai affrontando pressioni legate al lavoro. Ogni tensione fisica nasconde una storia emotiva: una comunicazione da ascoltare, non da ignorare.

Ma è importante chiedersi: hai mai riflettuto su un dolore fisico che hai provato e lo hai ricollegato a un’emozione che non riuscivi a comprendere? Questa consapevolezza può diventare il primo passo verso una nuova leggerezza, sia nel corpo che nell’anima.

Ci sono tanti modi per liberare il corpo fisico da questi pesi emotivi. Tra tutti, quello che trovo più efficace è lavorare su tre aspetti fondamentali: la respirazione, l’osservazione del corpo e la creatività. La respirazione profonda ci connette con il presente, l’osservazione ci insegna ad ascoltare il nostro corpo senza giudizio, e la creatività ci permette di esprimere ciò che spesso le parole non riescono a dire.


Il tuo corpo ti sta parlando: sei pronto ad ascoltarlo? Raccontami nei commenti la tua esperienza: hai mai collegato un dolore fisico a un’emozione nascosta? Come lo hai affrontato?

“Il 2025 è prendersi Cura di Sé”

Ciao sono Paolo Cipriani artista arte terapeuta.

Con l’inizio del nuovo anno, ho organizzato una serie di eventi per favorire il benessere fisico e mentale, sia online che in presenza a Chieti.

PRENDERSI CURA DI SE’

I 4 Elementi: Aria, Acqua, Terra, Fuoco

Questi quattro elementi richiamano sensazioni ed emozioni legate al corpo. Durante il percorso, lavoreremo insieme sul dolore fisico e sul disagio che il corpo esprime. Attraverso segnali come tensioni alle spalle, un piede che appoggia male o altre manifestazioni psicosomatiche, il corpo ci comunica ciò che lo limita. Impareremo ad ascoltarlo e a utilizzare l’intuito per liberare il dolore, sia fisico che emotivo.

Ti senti oppresso da un peso sulle spalle?
Forse stai portando un carico importante: responsabilità familiari, lavorative o personali. Attraverso l’espressività libera e il metodo delle Impronte Espressive, ti accompagnerò a trovare un modo semplice per accogliere la leggerezza e la gentilezza di cui le tue spalle hanno bisogno.

Il primo appuntamento sarà a gennaio e consisterà in quattro incontri online dedicati al tema dei quattro elementi.

Spero di vederti in Aula!

Paolo Cipriani

Arteterapia a Silvi (Te)

Ogni mercoledì con appuntamento.

Impronteespressive@gmail.com

Io sono Reale

Partecipa a un viaggio reale: attraverso il movimento del corpo e l’espressione pittorica esplorerai il tuo mondo interiore trasformando le tue sensazioni in nuovi intenti per il 2025.

Martedì 3 dicembre 2024


⏰ Dalle ore 16:00 alle ore 19:00
📍 Chieti

A seguire cerchio di confronto con Marco Ferrante

Questo laboratorio è rivolto ad adulti che desiderano trasformare i propri pensieri in un proposito rinnovato per l’anno che verrà.

Cos’è un intento?

Un intento è molto più di un semplice desiderio o un obiettivo. È una guida interiore che orienta le nostre energie verso una trasformazione significativa. A differenza degli obiettivi, che sono spesso misurabili e legati a risultati tangibili, l’intento nasce dalle nostre convinzioni più profonde e influenza il modo in cui viviamo e percepiamo il mondo. È un atto di volontà consapevole, che ci spinge ad agire in armonia con i nostri valori e a manifestare un cambiamento autentico nella nostra vita.

Perché farlo?

Con le Impronte Espressive puoi donarti lo scettro e per riconoscere il potere che risiede dentro di te e restituirti il controllo della tua vita. Attraverso l’arte e l’espressione, ti aiuterà a riscoprire la tua forza interiore, donandoti simbolicamente lo scettro che rappresenta la tua autorevolezza e capacità di creare il cambiamento che desideri.

L’Arteterapia per crescere insieme;

Intento creativo per il nuovo anno.

Impronte Espressive con Paolo 


impronteespressive@gmail.com
📞 Paolo: +39 375 5973819

La Mia Vita con la Sindrome di Klinefelter: Un Viaggio di Scoperta e Accettazione

Massimo Cresti, presidente Nascere Klinefelter odv, Rimini

Quando ero piccolo, mia mamma notò che avevo difficoltà di apprendimento e problemi di linguaggio rispetto agli altri figli. Si informò e fece una serie di controlli fino a scoprire che avevo la sindrome di Klinefelter, una condizione genetica. Mi portò in lungo e in largo per sottopormi a controlli e cure di ogni tipo, nel tentativo di migliorare il mio stato morale e caratteriale, cercando di non ostacolare la mia crescita.

Durante l’adolescenza, tutto si è complicato. L’anno scorso, ho parlato di questo al congresso nazionale organizzato da Nascere Klinefelter ODV a Rimini.

Negli anni ’80, era evidente che fossi diverso dagli altri ragazzi: riduzione della peluria facciale e corporea, testicoli piccoli e infertilità. In palestra o in piscina, spesso mi vestivo frettolosamente e di nascosto per evitare la “vergogna”. Sotto la doccia, venivo preso in giro e preferivo stare in disparte, anche a causa di altri fattori non legati solo alla mia condizione genetica.

Non ho mai seguito una cura sintetica per migliorare il mio stato fisico ed emotivo fino a circa cinquant’anni, quando tutto è cambiato radicalmente. La terapia con il testosterone ha stravolto la mia vita. La mia personalità è rimasta forte, ma attraverso lo studio, l’arteterapia, la psicoterapia e l’accettazione del mio stato emotivo e fisico, mi sono ammorbidito e ho dato una definizione concreta al mio modo di vivere l’arte espressiva.

Ma cos’è la sindrome di Klinefelter?

La sindrome di Klinefelter è una condizione genetica che colpisce i maschi, causata dalla presenza di un cromosoma X in più, risultando in una configurazione cromosomica XXY anziché il normale XY. Questa condizione può influenzare lo sviluppo fisico, comportamentale e cognitivo. Le informazioni trovate su Internet possono spesso essere distorte, causando tensione e ansia. Ai neogenitori dico: non allarmatevi e non leggete informazioni che potrebbero non essere veritiere.

Si può intervenire con terapie ormonali sostitutive a base di testosterone per sviluppare caratteristiche sessuali maschili e migliorare la massa muscolare. È anche necessario un supporto educativo per le difficoltà di apprendimento. Con il giusto supporto medico, educativo e psicologico, gli individui con sindrome di Klinefelter possono condurre una vita piena e produttiva.

Io ne sono la prova. Fino ai cinquant’anni, tendevo alla depressione, ero aggressivo e narcisista. Con la conoscenza della mia condizione genetica, ho nettamente migliorato il mio modo di vivere e di relazionarmi. Non mi è mai pesato l’idea di non avere figli; anzi, ho potuto dedicarmi a viaggiare e a sentirmi indipendente in molti aspetti. Questo non significa che chi ha figli non possa essere indipendente, ma la mia situazione mi ha portato a percorrere strade diverse da altre persone con la stessa condizione genetica.

I viaggi sono sempre stati importanti per me, più di un ristorante o una birra con gli amici. Col tempo, ho iniziato a prendermi cura di me attraverso lo studio e la lettura, anche se per me era difficile comprendere certi concetti. Oggi, grazie all’arte, a molte attività svolte per curarmi sia nel corpo che nell’anima, mi sento una persona completamente nuova, con tante idee, prospettive e una voglia di vivere infinita.

Ringrazierò sempre il giorno in cui ho preso contatto con Massimo Cresti e la sua équipe, che mi hanno aiutato a comprendere che non sono malato, ma che avevo solo bisogno di credere di più in me stesso.

Se hai altre domande o hai bisogno di supporto specifico, non esitare a chiedere.

Di recente ho creato 47 opere ispirate a una condizione genetica che rappresentano il mio mondo interno ed esterno. Ecco il link per darci uno sguardo.

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Breve racconto autobiografico

Era la fine di un anno davvero pazzesco, e Pinky si trovava a riflettere su tutto ciò che era successo mentre preparava le relazioni finali. La sua scrivania era coperta di documenti e appunti, testimoni delle innumerevoli sfide affrontate e delle vittorie conquistate.

Ricordava l’inizio dell’anno, quando tutto era iniziato con tanta speranza e aspettative. Ogni progetto sembrava chiaro e realizzabile, ma poi erano arrivati gli imprevisti, le difficoltà e le sorprese, che avevano trasformato ogni piano in una vera e propria avventura.

C’erano stati momenti di sconforto, quando sembrava che nulla potesse andare per il verso giusto. Ma Pinky non si era arreso. Aveva imparato a navigare tra le tempeste, a trovare soluzioni creative e a mantenere la calma anche nelle situazioni più complicate.

Mentre scriveva, rileggeva le tappe fondamentali di ogni percorso: i successi, i fallimenti, le lezioni apprese. Ogni parola sulle pagine delle sue relazioni era intrisa di esperienza e crescita personale.

Alla fine, Pinky si sentì soddisfatto. Nonostante le difficoltà, era riuscito a portare a termine molti dei suoi obiettivi e a costruire qualcosa di significativo. Chiuse l’ultimo documento e si concesse un momento per riflettere: nonostante tutto, era stato un anno incredibile, pieno di insegnamenti e di momenti indimenticabili.

Salem il guardiano della foresta

Con il metodo delle Impronte Espressive è possibile creare racconti e storie uniche. Ma prima di descriverti il metodo, leggi questa storia.

In un villaggio tranquillo e pittoresco, c’era un gatto nero di nome Salem. Il suo pelo era nero come la notte senza stelle, e i suoi occhi, verdi e penetranti, sembravano avere una conoscenza antica. Salem non era un gatto ordinario; si diceva che avesse poteri magici e fosse in grado di percepire cose che gli altri non potevano.

Un giorno, mentre esplorava la foresta che circondava il villaggio, Salem si imbatté in una pietra misteriosa. La pietra era incastonata in una radura nascosta, avvolta da una luce eterea che sembrava pulsare con un ritmo segreto. Salem, attratto dalla sua aura enigmatica, si avvicinò con cautela.

Mentre si avvicinava, una voce antica e potente risuonò nella sua mente: “Chi osa disturbare il sonno della pietra sacra?” Salem, pur spaventato, decise di rispondere: “Sono Salem, un gatto curioso. Chi sei tu e perché questa pietra è così speciale?”

La voce, ora meno minacciosa, iniziò a raccontare la sua storia. “Io sono l’ultimo guardiano di questa foresta. Molto tempo fa, un potente stregone sigillò il mio spirito in questa pietra per proteggere il villaggio e la foresta da un male antico. Solo un’anima pura può liberarmi e permettere alla foresta di prosperare di nuovo.”

Salem, consapevole del pericolo che poteva comportare, decise di aiutare. “Cosa devo fare per liberarti?” chiese con determinazione. La voce rispose: “Devi portare la pietra al cuore della foresta e pronunciare l’incantesimo di liberazione, ma sappi che questo richiederà un grande sacrificio.”

Senza esitare, Salem afferrò la pietra con le sue zampe e si diresse verso il cuore della foresta. Durante il viaggio, sentiva una crescente connessione con la pietra e una forza misteriosa che lo guidava. Quando finalmente raggiunse il luogo indicato, posò la pietra su un altare antico e iniziò a recitare l’incantesimo.

La terra tremò, e un fascio di luce si sprigionò dalla pietra, avvolgendo Salem. Sentiva il suo corpo trasformarsi, ma non provava dolore, solo una strana sensazione di pace. La pietra si frantumò, e dal suo interno emerse una figura luminosa, il guardiano della foresta, finalmente liberato.

“Grazie, Salem,” disse il guardiano con gratitudine. “Il tuo sacrificio non sarà dimenticato. La foresta e il villaggio prospereranno grazie a te.”

Salem, ora trasformato in una statua di pietra, rimase nell’altare come simbolo di coraggio e altruismo. Gli abitanti del villaggio, scoperta la storia, eressero un santuario attorno alla statua, raccontando per generazioni la leggenda di Salem, il gatto nero che salvò la foresta e il villaggio.

E così, Salem continuò a vegliare sulla foresta, la sua forma di pietra un eterno ricordo di un’amicizia e un sacrificio senza pari.

Ti va di scoprire come creare racconti con il metodo delle Impronte Espressive?

Il metodo Impronte Espressive è un modo potente per connettersi con il proprio mondo interiore e trasformare emozioni e pensieri in racconti significativi. Sperimentando con questo approccio, potrai scoprire nuove profondità creative e personali.

Percorsi rivolti a bambini, genitori e a tutte le persone che vogliono scoprire nuove forme espressive attraverso il grafico, la pittura e la scrittura. Per ulteriori info scrivi a

impronteespressive@gmail.com