Cosa significa essere un bambino nel cuore?

Dai miei laboratori di Arteterapia con i Bambini

Essere un bambino nel cuore significa abitare il mondo con una coscienza che nasce dal gesto, non dalla parola. È accogliere l’esperienza prima che diventi pensiero, lasciando che il fare — disegnare, modellare, dipingere — parli al posto nostro. Il bambino nel cuore crea simboli: forme che raccontano emozioni, paure, desideri, senza bisogno di spiegazioni. Lui sa cosa sta disegnando, anche quando gli altri non lo comprendono.

Il bambino è profondamente spirituale, aperto all’intuizione. Percepisce, sente, coglie, ma non sempre sa nominare ciò che lo muove. È giovane, inesperto, e proprio per questo autentico: la sua coscienza è in costruzione, nutrita da gesti che precedono il pensiero.

In arteterapia, questa modalità espressiva è sacra. Il gesto creativo diventa linguaggio pre-razionale, un ponte tra l’invisibile e il visibile. Le immagini prodotte non sono semplici disegni: sono specchi simbolici, riflessi di un sé in formazione. Essere un bambino nel cuore significa esplorare questi riflessi con autenticità, senza giudizio, con la curiosità di chi non ha ancora imparato a temere.

Il bambino nel cuore non cammina da solo. Ha bisogno di uno sguardo che lo contenga, di un testimone che accolga le sue creazioni con cura. L’arteterapeuta diventa quel contenitore emotivo, uno spazio sicuro dove la coscienza può germogliare, sostenuta da fiducia e presenza.

Arteterapia nelle scuole dell’infanzia

In uno dei miei laboratori, la verticalità diventa strumento di esplorazione: il bambino si muove nello spazio, lo abita, lo definisce. Cammina, si alza, si orienta. Incontra gli altri, li sfiora, li evita, li cerca. Così costruisce i propri confini, ma li lascia permeabili. La verticalità non è solo postura: è relazione, direzione, possibilità. Il bambino si muove in molte direzioni, ma sempre in connessione con sé stesso. Non è egocentrico: è autentico, libero da preconcetti.

E poi, lentamente, il gesto si fa racconto. Il bambino comincia a narrarsi attraverso le proprie immagini, a dare forma a un’identità che non è rigida, ma in divenire. Essere un bambino nel cuore è questo: restare aperti alla trasformazione, abitare il processo, lasciare che la coscienza si costruisca attraverso il gioco, il simbolo, la relazione.

Il bambino del cuore è anche un adulto: uno che sa ascoltare i propri desideri, che non ha smesso di cercare, che ha imparato a vivere con meraviglia.


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