Per questo rituale ti propongo di partire dalle tue riflessioni più sincere, senza restare sul piano grafico o formale. Quante volte ti sei sentito di dire “no”, e invece hai detto “sì”. Quante volte abbiamo scelto di acconsentire per non ferire l’altro, quando in realtà quel “sì” ha rallentato il nostro cammino, ha deviato il nostro obiettivo dell’anima.

È un tema che porto nel cuore. Negli anni mi è capitato di accontentare, di rinunciare a qualcosa di mio — qualcosa di importante — perché non avevo la forza di pronunciare quel “no” che avrebbe protetto la mia verità.

Da questa esperienza nasce il rituale: un invito a riconoscere che il “no” non è rifiuto, ma autenticità. È presenza. È rispetto di sé.

Nei laboratori di arteterapia, ogni persona — bambina, adulto, chiunque può scegliere se seguire la proposta o trasformarla a modo suo. Anche rifiutarla è legittimo. Perché dire “no” può essere un gesto di verità, un atto di libertà.

E da qui mi sposto nel mondo ADHD, che fa parte del mio percorso di vita. I cervelli neurodivergenti spesso reagiscono alle imposizioni con una ribellione spontanea: quando qualcosa viene imposto, nasce l’impulso a fare il contrario — anche quando non è ciò che davvero desideriamo.

Eppure, tra questi due mondi — arte e ADHD — si nasconde la stessa incertezza: quella di dire “no” quando dentro di noi lo sentiamo, e invece dire “sì” per paura di perdere una possibilità, una persona, un’occasione. In quel momento accontentiamo l’altro, ma tradiamo noi stessi.

Questa dinamica può diventare una frustrazione profonda: l’impulso di dire “no” è forte, ma la paura di perdere qualcosa ci inganna, ci confonde, ci allontana dal nostro cammino interiore.

Gennaio porta con sé ripartenze, e la luna piena illumina ciò che spesso teniamo in ombra. È il momento giusto per chiedersi: riesco a camminare senza calpestarmi i piedi.

Quante volte hai detto “sì” pur sapendo che dentro di te c’era un “no” limpido, netto, necessario. Un invito a cena, un viaggio, un lavoro… qualsiasi occasione in cui hai acconsentito mentre la tua voce interiore ti chiedeva di fermarti.

Questo rituale nasce per dare spazio proprio a quella voce. Per ascoltarla, riconoscerla, e finalmente onorarla.

Med. Luna del lupo

Un rituale per la luna piena del 3 gennaio 2026


Scrittura consapevole
Prendi un quaderno e una penna.
Scrivi tutte le volte in cui hai detto “sì” mentre avresti preferito dire “no”.
Non fermarti alla prima memoria: cerca di ricordare almeno dieci episodi.


Riscrittura nutriente
Per ogni episodio, riscrivilo trasformando il “sì” in un “no” gentile e autentico.

Trova parole che nutrono te stesso e la tua anima, mettendo in risalto ciò che ti fa bene.


Espressione grafica
Dopo la scrittura, prendi un foglio e usa pastelli a cera o a olio.
Disegna forme, colori o segni che rappresentino la tua capacità di dire “no”.

Immagina che la luna piena illumini il foglio, rafforzando la tua scelta di autenticità.

Dire “no” non è un rifiuto, ma un atto di cura.
È lo spazio che concedi al tuo vero “sì”.
La luna piena ti accompagna in questo gesto di coraggio.

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