La tela evocativa – o, come mi piace chiamarla oggi, gli oracoli da sfogliare – nasce da un’impronta. Un’impronta genetica, quella della sindrome di Klinefelter, che mi accompagna fin dalla nascita e che, per molti anni, ha modellato il mio modo di percepirmi, di raccontarmi, di stare nel mondo.
Tra il 2018 e il 2020 ho realizzato 47 opere utilizzando la tecnica della gel press su carta Fabriano, in formati tondi o quadrati. Acrilico, foglie, porri, trame naturali: ogni elemento diventava un gesto, un segno, un richiamo al processo stesso dell’impronta. Era come se la natura mi aiutasse a tradurre in immagini ciò che il corpo aveva inciso in me fin dall’inizio.
Quando ho concluso questa serie, la prima idea è stata quella di farne un libro autobiografico, un racconto diretto della mia esperienza con la condizione genetica. Ma nel 2026 mi sono accorto che non era ancora il momento di esporre così apertamente la mia intimità. L’avevo già fatto in altri modi, attraverso video e testimonianze, e non volevo che il focus si spostasse di nuovo solo su quel tema.
Così ho scelto un’altra strada: trasformare le opere in un libro di oracoli da sfogliare.
Le ragioni sono state due.
• La prima è pratica: volevo qualcosa di diverso delle solite carte, più accessibile e più mio.
• La seconda è emotiva: vedere le 47 opere raccolte come in un catalogo di mostra mi ha restituito una visione nuova di me. Non più centrata sul limite – come nel mio libro autobiografico, che forse un giorno pubblicherò – ma sul superamento dell’ostacolo, sulla trasformazione, sul cammino.
E non nego che, a questo punto, mi piacerebbe anche esporre i quadri dal vivo, magari affiancati a questa edizione. Ma ogni cosa ha il suo tempo. Per ora, ciò che conta è aver dato forma a una nuova narrazione di me stesso.
Un libro da aprire come un mazzo di carte
L’impaginazione è volutamente casuale: i numeri non seguono un ordine, ma sono mescolati proprio come un mazzo di carte. L’ho mischiato io, per te.
Tu potrai aprirlo, pensare a un intento, lasciarti attirare da un’immagine. Sarai tu a riconoscere il simbolo che ti parla di più. Ogni opera contiene quattro simboli:
• L’occhio, che invita a osservare nuove possibilità.
• Il ponte, che non serve a guardare indietro, ma ad attraversare l’ostacolo e andare oltre.
• Il vortice, che ricorda il fluire, il lasciare andare.
• Il triangolo, che racconta la salita, la fatica, la vetta raggiunta.
Accanto a ogni immagine troverai una frase evocativa e un numero. E ogni numero rimanda a un’ulteriore frase, un altro livello di lettura, un’altra possibilità di ascolto.
Un invito intuitivo
Questo libro non si legge: si attraversa.
Non si interpreta: si lascia parlare.
Non si consulta: si incontra.
È un invito a scrivere, a creare, a lasciarsi guidare dall’immagine che ti sceglie. Un modo diverso di incontrare la mia storia, ma anche – forse – un modo nuovo per incontrare la tua.
Ho creato un percorso di otto incontri ispirato ai chakra
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