Play with numbers

Nel mese di giugno  ho visitato il giardino dei tarocchi  è mi ha colpito in particolare una colonna fatta con i numeri, ed ho pensato subito al film di Peter Grenawey Giochi nellacqua (Drowning by Numbers) è un film del 1988.

Leggi post Qui – il Giardino dei Tarocchi

Da quel momento mi ronzavano in mente numeri, disegnavo spesso nei miei taccuini di studio numeri come ad esempio l’8 che rappresenta l’infinito, la continuità. I taccuini colori, emozioni. Infatti ho iniziato nel mese di aprile a creare dei taccuini, ogni pagina colori e gesti diversi. Poi ho deciso di farne uno in particolare utilizzando le piume che rappresentano la leggerezza e i sassi la pesantezza, ma anche la forza, così nasce il mio slogan: 

Leggero come una piuma, forte come una roccia.

Ho iniziato a utilizzare nuovi colori, nuovi gesti, nuove sfumature. Quindi il taccuino serve a schiarirsi le idee, e sperimentare. A forza di disegnare, formavo un 8, a volte uno zero, altre volte il 9… poi una mattina ho iniziato a pensare ai numeri come filosofia. Infatti spesso faccio caso all’ora, un numero di telefono come il mio ad esempio, numeri molto particolari uno richiama l’altro: 136 inizia così, è un numero telefonico che mi piace molto che mi accompagna da almeno 15 anni. 

Mi sono sempre incuriosito ai numeri e così ho deciso di creare un mega taccuino 30×40, ispirandomi principalmente alla Numerologia, si perché ogni numero ha un proprio significato. I singoli numeri hanno un significato e poi accoppiandoli rafforzano la loro espressione in qualcosa di magico. Il mega taccuino l’ho chiamo Play with numbers (giocare con i numeri) ne ho disegnati meno di 10 ad oggi, ma il mio obiettivo e farne 100, da zero a 100. Sarà un lavoro senza tempo, senza fretta. Quando ho intenzione di portare avanti il lavoro, mi guardo il foglio e scelgo il numero non per sequenza numerica, ma per istinto, emozione, empatia con me stesso. La mano scivola sul foglio generando il numero, solo dopo aver completato l’opera guardo il significato. 

Ogni volta che ho disegnato un numero mi sono stupito del significato, che rappresenta esattamente l’emozione del momento. 

Fare una sintesi su un numero è un impresa molto elaborata, bisogna capire, in che situazione la cifra appare, e lo stato d’animo dell’individuo. L’esoterismo è lo studio interiore della persona, infatti Esoterismo vuol dire occulto, nascosto. 

Vi accenno in sintesi il numero 0 e 100 di come l’ho interpretato per me, sono i due numeri che aprono  e chiudono il mio Taccuino, ripeto libro personale di studio, colore, tecnica e scienza numerica: Play with numbers.

zero: Vedere il numero zero ovunque ti da speranza e fede di non essere solo gli angeli ti stanno trasmettendo un messaggio che il regno spirituale è sempre al tuo fianco anche quando ti sbagli. Vivendo sulla terra ti sentirai solo molte volte nel tuo stato fisico ma l’influenza di Dio nella tua vita ti renderà integro e sicuro.

100: Se ascolti il messaggio che i due angeli ti stanno inviando svilupperai il tuo sesto senso e sarà in grado di percepire molte cose nella tua vita il 100 ti ricorda di agire e di seguire i tuoi buoni sentimenti dovresti ascoltare la tua intuizione eliminare tutti i pensieri negativi della tua testa non dovresti lasciare che le tue emozioni o pensieri negativi ti facciano rinunciare i tuoi obiettivi dovresti percorrere il tuo cammino spirituale senza paure.

Come vedete sono esempi molto sintetici, invece è importante sapere che ad ognuno di noi il significato è completamente diverso e molto più ampio.

A Presto Paolo

Guardo al futuro, mi fermo.

Di cosa sei più orgoglioso della tua vita?

Perseverare a volte è utile. Altre volte bisogna riconoscere il bisogno di fermarsi. Non è resa, ma bisogno di serenità.

Silenzio.

Riposo.

Osservare nel non agire.

Sto buttando la spugna, non tanto sul mio modo di “essere” ma su come comunico.

Non sono imprenditore, amo ciò che faccio ma mi fermo per un po’.

Torno a me. Sono l’unico di cui ho bisogno.

25 anni di Dialoghi

Su cosa hai lavorato?

Un elettrodomestico ti ascolta sempre, e si esprime in suoni, vibrazioni, gesti ripetuti.

Diventa parte di te, fedele.

Mi hai accompagnato per più di vent’anni.

Ti ho vista nuotare nelle fogne,

quando la casa a Montesilvano si allagava.

Ti ho vista lavare il sudore e la salsedine,

accarezzare il tessuto con l’acqua,

accudire i vestiti di mamma con cura e costanza.

Non sei mai stata solo un oggetto.

Sei stata dialogo e memoria,

il tuo girare era danza,

la schiuma—soffice, vaporosa—una carezza.

Sei stata supporto,

eccentrica nelle posizioni, vibrante nella presenza.

Sei stata ordine, pulizia, continuità.

Un frammento di famiglia,

25 anni di dialoghi

di profumi, di ricordi.

Sei andata via in una giornata di sole e leggerezza.

Ora parlerò con Candy per nuove fantasie. 

Arteterapia e servizio: due mondi, un intento

Due lavori, due forme di servizio

In questo periodo sono al servizio delle persone in modo diverso: sostegno alle famiglie, cura della persona, della casa, della quotidianità. Un lavoro concreto, diretto, che si chiude con il turno. È una presenza fisica, mentale, relazionale — ma che non lascia tracce da riordinare, appunti da scrivere, materiali da sistemare. Posso tornare a casa e riposare.

È un lavoro utile, necessario. Ma completamente diverso dall’Arteterapia.

L’Arteterapia è un altro tipo di servizio. Ogni incontro ha un prima e un dopo: la preparazione dei materiali, l’ascolto, la scrittura delle percezioni, il riordino, la riflessione. È un lavoro che continua anche quando il gruppo si scioglie. Che lascia segni, domande, trasformazioni.

Entrambi i lavori sono preziosi. Ma opposti, per natura e per gestione. Anche sul piano economico. E soprattutto sul piano invisibile.

Una riflessione gentile sul valore

Ho ripensato ad alcuni progetti che non hanno preso forma. Forse per via del loro costo. Non è una polemica, ma un invito a guardare con più attenzione ciò che sta dietro ogni proposta.

La mia formazione è in continua evoluzione: studio, sperimento, integro nuovi strumenti e possibilità. I materiali che utilizzo — argilla, pietra, carta, pigmenti — hanno un valore concreto, tangibile. Ma il vero valore è nello spazio che si crea: uno spazio curato, dove ogni gesto ha radici, ogni oggetto ha un senso, ogni parola è scelta con attenzione.

Offrire un percorso non significa semplicemente “mettersi a disposizione”. Significa costruire un luogo di trasformazione. E questo richiede tempo, presenza, ascolto, ricerca.

Ognuno sceglie in base alle proprie possibilità, e questo è sacro. Ma è importante ricordare che ogni esperienza nasce da un lavoro profondo, spesso invisibile. Il contributo richiesto riflette tutto questo: non solo il tempo, ma la qualità dell’incontro, la possibilità di nutrire il proprio cammino con consapevolezza.

Lavoro invisibile

Non tutto si mostra.
Alcune parti del lavoro agiscono in silenzio,
come radici sotto terra,
come gesti che preparano senza clamore.
Solo perché non lo vedi,
non significa che non stia accadendo.

Parole Libere

Il mio libro Parole libere, immagini d’incanto lo trovi su Amazon ecco il link

Offro servizio di Rituali Creativi e arteterapia online e in presenza

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Ogni momento è un invito

La mindfulness creativa può abitare ogni istante della giornata.

Attraverso rituali semplici e l’arteterapia, ci addentriamo in uno spazio interiore fatto di colori, forme, linee… ma anche di ascolto, sguardo e movimento.

La mindfulness è la pratica di portare attenzione, in modo intenzionale e non giudicante, al momento presente.
Significa osservare ciò che accade dentro e fuori di noi — pensieri, emozioni, sensazioni corporee — con uno sguardo gentile e curioso.
È un modo per abitare il presente con consapevolezza, rallentare il ritmo automatico e riconnettersi a ciò che conta davvero.
Nella mindfulness non si tratta di “svuotare la mente”, ma di accorgersi: di come stiamo, di cosa ci attraversa, di dove siamo.

Le attività che propongo, in presenza e online,
sono pensate per esplorare il proprio mondo interiore, portando calma, quiete…
ma anche per mettere in luce ciò che punge, ciò che disturba.
Perché proprio lì, spesso, si nasconde una risorsa preziosa.

Osservarsi è un atto di coraggio.


Non per giudicarsi, ma per accorgersi.
Accorgersi di come stiamo, di cosa ci muove dentro,
di quali gesti ci portano verso la quiete e quali ci tengono in tensione.
La mindfulness non è una tecnica: è una postura gentile verso se stessi.

Un angolo stretto può rivelare il tuo vissuto del momento.
Un cerchio, con il suo movimento fluido, può aprire nuove prospettive.
Ogni gesto creativo è una soglia.

Guarda il reel su YouTube

Un disegno semplice, nato dal desiderio di ritrovare quiete.
Un piccolo rituale per tornare a sé.

Vuoi esplorare i tuoi talenti attraverso un percorso su misura?
I miei incontri individuali sono pensati per valorizzare le tue risorse, con delicatezza e intenzione.
Il primo appuntamento è gratuito: uno spazio conoscitivo per capire insieme da dove partire.
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La luce degli opposti

È facile lasciarsi sedurre dalla luce, dal bello, da ciò che luccica.

Da tutto ciò che ci attira verso un immaginario gradevole, rassicurante. Ma spesso — anzi, quasi sempre — il vero “bello” si rivela proprio nel meno bello. Nella fatica, nell’imperfezione, tanto estetica quanto emotiva. È lì che l’Arteterapia ci invita a sostare.

Un oggetto artistico può piacere o respingere. A volte, nemmeno chi l’ha creato lo riconosce come “bello”. Eppure, quell’opera — che sia una scultura, un film, un gesto tracciato su carta — contiene qualcosa di essenziale. Qualcosa che parla, che resiste, che chiede ascolto.

Ph. Paolo Cipriani

Nel laboratorio di Arteterapia, questo dialogo prende forma. Lì dove il malessere interiore si fa materia, immagine, suono, possiamo iniziare a trasformarlo. Ma attenzione: la luce non è sinonimo di bellezza. La luce è consapevolezza. È la capacità di vedere ciò che abita dentro di noi… per poi tornare nel buio, nel non detto, e continuare il lavoro silenzioso della resilienza.

Ti propongo un piccolo esperimento: osserva qualcosa che ti attrae, che trovi bello, appena lo tocchi, lo respiri, lo vivi diventa per un attimo parte di te. Poi, per contrasto, volgi lo sguardo verso qualcosa che ti risulta difficile incontrare. Può essere un sentiero nel bosco, una persona, una memoria, o un gesto che normalmente eviti. Fermati. Guardalo. E immagina cosa potrebbe accadere se tu lo lasciassi entrare, senza volerlo cambiare.

In Arteterapia accade qualcosa di simile. Lavorare sull’ostacolo, su ciò che fatichiamo ad affrontare, non porta necessariamente alla luce come “guarigione” o “bellezza”. Ma porta, questo sì, a una trasformazione. E per trasformare, occorre anche lasciare andare: l’idea di controllo, il bisogno di risultato, l’attaccamento al “giusto”.

È in quel lasciar andare che si apre lo spazio del possibile. E forse, proprio lì, nasce il vero cambiamento.

Www.paolocipriani.art

Rituali con Paolo arteterapeuta

Rituali per restare

Un rituale non è solo creare con immagini, colori e parole.


È anche fermarsi davanti a un’alba,
e lasciarsi attraversare da una domanda semplice e immensa:

Da dove vengo?

Chi voglio essere oggi, per il domani che mi chiama?

L’alba

È un gesto che ci riporta a noi stessi.
A ciò che eravamo, prima ancora di essere.


Con la memoria viva di ogni passaggio,
e la comprensione profonda di ciò che siamo diventati.

Scrivilo o crealo con colori o immagini, guarda il video su YouTube del mio collage.

Rituali Creativi e Arteterapia con Paolo


Mi racconti?

Osservare senza invadere

Le parole hanno un peso. Un segno grafico, anche il più semplice, ha voce e valore.
Uno scarabocchio non è mai solo un disegno: è un frammento di mondo, un ponte tra dentro e fuori.
Nel gesto spontaneo di un bambino c’è già una narrazione: ciò che vede, ciò che sente, ciò che sa fare con la sua evoluzione in corso.

Se sei genitore, educatore, o semplicemente testimone di un processo creativo, ti sarà capitato di chiedere:
“Che storia stai raccontando?”
Fallo con delicatezza. Senza giudizio, senza interpretazione.
Quella storia non è tua. È sua. E merita spazio per esistere così com’è.

Arteterapia con bambini 0-3

Il mio sguardo, il mio ruolo

Io osservo. Non per analizzare, non per etichettare.
Non sono uno psicoterapeuta, non cerco significati nascosti.
Ma nel gesto, nel ritmo, nel modo in cui il segno prende forma, posso cogliere tracce di evoluzione.
Seguo il processo, non il prodotto. Accompagno, non decifro.

Prima di chiedere, ricorda

Prima di porre una domanda a un bambino, fermati.
Respira.
Medìtati in lui, in lei.
Ricorda la tua storia, il tuo modo di raccontare il mondo quando eri piccolo.
Solo così la domanda sarà un invito, non un’invasione.
Solo così il gesto creativo potrà restare libero, autentico, fertile.

Rituali creativi e Arteterapia con Paolo

Arteterapeuta certificato FAC

Ogni segno tracciato da un bambino è una porta socchiusa sul suo mondo. Non interpretare: ascolta, accogli, ricorda com’eri tu.”

Paolo Cipriani