Scolpire L’ascolto

Voglio raccontarti un’esperienza vissuta durante la mia formazione, lavorando con la pietra: un materiale apparentemente rigido, ma che, sotto le mani, rivela una sorprendente morbidezza. È un incontro tra forza e delicatezza, tra superfici ruvide e linee levigate.

Durante le 16 ore di formazione, il dialogo con la pietra è stato intenso e trasformativo. Tra scalpello, carta vetrata e infine acqua, il mio lavoro ha preso forma, dando vita a un ponte. O forse a una vela. Se lo capovolgi, diventa il vento stesso, il soffio che mi guida nella direzione che scelgo di seguire.

Mentre scolpivo, prendeva vita anche un nuovo livello di consapevolezza. Ogni segno inciso, ogni curva levigata racconta il mio viaggio interiore, un percorso, tra fragilità e forza.

Parlavo di materiali morbidi e materiali duri, che simbolicamente richiamano gli archetipi materno e paterno:

  • Mater: accogliente, fluido, trasformativo.
  • Pater: strutturante, solido, definito, contenitivo.

Alcuni materiali simboleggiano, il gesto e lo trasformano in segno. La pietra ollare, morbida ma resistente, insegna ad accettare la frustrazione, a riconoscere i propri limiti e le proprie possibilità, anche quelle invisibili agli occhi esterni. E poi c’è l’acqua, che scioglie le resistenze, porta via la polvere e lascia emergere la forma, proprio come una vela che si lascia sospingere o come un ponte che invita all’attraversamento.

Vieni a Scolpire l’ascolto interiore

Un’esperienza per adulti e adolescenti che desiderano esplorare sé stessi attraverso la scultura. Utilizzando scalpelli e carta vetrata, trasformeremo la pietra in una metafora del nostro percorso interiore, lavorando tra resistenza e fluidità. Un’occasione per esprimere emozioni senza parole, lasciando un segno dentro e fuori di sé.

Il Collage: Un viaggio di scoperta interiore

Il collage nasce come tecnica artistica all’inizio del XX secolo, grazie agli artisti cubisti Pablo Picasso e Georges Braque, che iniziarono a integrare materiali quotidiani come giornali, stoffe e carte nei loro dipinti. Il termine “collage” deriva dal francese coller, che significa incollare. Questa tecnica rivoluzionò l’arte tradizionale, aprendo la strada a nuovi modi di espressione. Successivamente, fu adottata da movimenti come il Dadaismo e il Surrealismo, dove divenne un mezzo per esplorare il subconscio, la casualità e la critica sociale. Oggi il collage è usato in molti ambiti, dall’arte contemporanea alla terapia, come strumento di creatività e introspezione.

Hai mai provato a raccontarti attraverso le immagini?

Il collage ti permette di dare voce al tuo istinto e alla tua intuizione, utilizzando materiali semplici come immagini di riviste, cartoline o vecchie foto. È un linguaggio potente, capace di creare comunicazioni intense e profonde, guidandoti in un’esplorazione interiore.

Dedicarti al collage è un momento intimo e creativo: dalla scelta del formato, al tipo di immagini, fino alla composizione finale, ogni passaggio ti aiuta a trasformare ciò che senti in una “cartolina intuitiva”.

Il collage non è solo un assemblaggio di frammenti: è un vero viaggio di osservazione e ascolto. Strappare, tagliare, ricomporre. Ogni gesto diventa un atto simbolico, un modo per rompere schemi e liberare emozioni. Gli strappi e i tagli raccontano parti di te, che poi puoi ricomporre, come in uno specchio, per scoprire una nuova immagine di chi sei.

Sei pronto a sperimentare?

Per partecipare al percorso, clicca qui: 7 Giorni per te

Il sapore della pazienza

La friggitrice ad aria non è altro che un piccolo forno elettrico, uno strumento veloce per chi non ha tempo di cucinare con calma.

Ma cucinare, in realtà, è molto di più: è un atto di cura verso sé stessi, un momento per rallentare, dedicarsi del tempo e attendere con pazienza che il cibo raggiunga la sua perfetta armonia. Non tutto può essere accelerato, né in cucina né nella vita. La qualità di un risultato dipende dal tempo e dall’amore che ci dedichiamo.

È un richiamo alla pazienza e alla consapevolezza, ricordandoci che la fretta spesso ci priva di quel gusto autentico, sia nei piatti che nei nostri percorsi personali. Forse la friggitrice ad aria è comoda, ma il fuoco lento ha un sapore diverso, proprio come la cura e l’attenzione fanno risplendere i nostri obiettivi.

E la morale, qual è?

Che per arrivare a qualcosa di autentico e appagante servono tempo, dedizione e passione. Solo così il risultato avrà il sapore che merita.

Tu quanto tempo dedichi a te stessa?  

Lo sai che il dolore fisico corrisponde a un’emozione?

Ogni emozione interagisce con una parte del corpo e, viceversa, il corpo ci comunica qualcosa di profondo che stiamo vivendo. Il nostro corpo, infatti, è un messaggero silenzioso che ci offre indicazioni preziose per comprendere e alleggerire il peso delle emozioni che ci portiamo dentro.

Hai mai sentito le tue spalle irrigidite, come se portassero un peso enorme? Potrebbe essere il riflesso di responsabilità o preoccupazioni che gravano su di te. Forse sei un genitore con pensieri sul futuro di tuo figlio, oppure stai affrontando pressioni legate al lavoro. Ogni tensione fisica nasconde una storia emotiva: una comunicazione da ascoltare, non da ignorare.

Ma è importante chiedersi: hai mai riflettuto su un dolore fisico che hai provato e lo hai ricollegato a un’emozione che non riuscivi a comprendere? Questa consapevolezza può diventare il primo passo verso una nuova leggerezza, sia nel corpo che nell’anima.

Ci sono tanti modi per liberare il corpo fisico da questi pesi emotivi. Tra tutti, quello che trovo più efficace è lavorare su tre aspetti fondamentali: la respirazione, l’osservazione del corpo e la creatività. La respirazione profonda ci connette con il presente, l’osservazione ci insegna ad ascoltare il nostro corpo senza giudizio, e la creatività ci permette di esprimere ciò che spesso le parole non riescono a dire.


Il tuo corpo ti sta parlando: sei pronto ad ascoltarlo? Raccontami nei commenti la tua esperienza: hai mai collegato un dolore fisico a un’emozione nascosta? Come lo hai affrontato?

“Il 2025 è prendersi Cura di Sé”

Ciao sono Paolo Cipriani artista arte terapeuta.

Con l’inizio del nuovo anno, ho organizzato una serie di eventi per favorire il benessere fisico e mentale, sia online che in presenza a Chieti.

PRENDERSI CURA DI SE’

I 4 Elementi: Aria, Acqua, Terra, Fuoco

Questi quattro elementi richiamano sensazioni ed emozioni legate al corpo. Durante il percorso, lavoreremo insieme sul dolore fisico e sul disagio che il corpo esprime. Attraverso segnali come tensioni alle spalle, un piede che appoggia male o altre manifestazioni psicosomatiche, il corpo ci comunica ciò che lo limita. Impareremo ad ascoltarlo e a utilizzare l’intuito per liberare il dolore, sia fisico che emotivo.

Ti senti oppresso da un peso sulle spalle?
Forse stai portando un carico importante: responsabilità familiari, lavorative o personali. Attraverso l’espressività libera e il metodo delle Impronte Espressive, ti accompagnerò a trovare un modo semplice per accogliere la leggerezza e la gentilezza di cui le tue spalle hanno bisogno.

Il primo appuntamento sarà a gennaio e consisterà in quattro incontri online dedicati al tema dei quattro elementi.

Spero di vederti in Aula!

Paolo Cipriani

Arteterapia a Silvi (Te)

Ogni mercoledì con appuntamento.

Impronteespressive@gmail.com

Io sono Reale

Partecipa a un viaggio reale: attraverso il movimento del corpo e l’espressione pittorica esplorerai il tuo mondo interiore trasformando le tue sensazioni in nuovi intenti per il 2025.

Martedì 3 dicembre 2024


⏰ Dalle ore 16:00 alle ore 19:00
📍 Chieti

A seguire cerchio di confronto con Marco Ferrante

Questo laboratorio è rivolto ad adulti che desiderano trasformare i propri pensieri in un proposito rinnovato per l’anno che verrà.

Cos’è un intento?

Un intento è molto più di un semplice desiderio o un obiettivo. È una guida interiore che orienta le nostre energie verso una trasformazione significativa. A differenza degli obiettivi, che sono spesso misurabili e legati a risultati tangibili, l’intento nasce dalle nostre convinzioni più profonde e influenza il modo in cui viviamo e percepiamo il mondo. È un atto di volontà consapevole, che ci spinge ad agire in armonia con i nostri valori e a manifestare un cambiamento autentico nella nostra vita.

Perché farlo?

Con le Impronte Espressive puoi donarti lo scettro e per riconoscere il potere che risiede dentro di te e restituirti il controllo della tua vita. Attraverso l’arte e l’espressione, ti aiuterà a riscoprire la tua forza interiore, donandoti simbolicamente lo scettro che rappresenta la tua autorevolezza e capacità di creare il cambiamento che desideri.

L’Arteterapia per crescere insieme;

Intento creativo per il nuovo anno.

Impronte Espressive con Paolo 


impronteespressive@gmail.com
📞 Paolo: +39 375 5973819

La Mia Vita con la Sindrome di Klinefelter: Un Viaggio di Scoperta e Accettazione

Massimo Cresti, presidente Nascere Klinefelter odv, Rimini

Quando ero piccolo, mia mamma notò che avevo difficoltà di apprendimento e problemi di linguaggio rispetto agli altri figli. Si informò e fece una serie di controlli fino a scoprire che avevo la sindrome di Klinefelter, una condizione genetica. Mi portò in lungo e in largo per sottopormi a controlli e cure di ogni tipo, nel tentativo di migliorare il mio stato morale e caratteriale, cercando di non ostacolare la mia crescita.

Durante l’adolescenza, tutto si è complicato. L’anno scorso, ho parlato di questo al congresso nazionale organizzato da Nascere Klinefelter ODV a Rimini.

Negli anni ’80, era evidente che fossi diverso dagli altri ragazzi: riduzione della peluria facciale e corporea, testicoli piccoli e infertilità. In palestra o in piscina, spesso mi vestivo frettolosamente e di nascosto per evitare la “vergogna”. Sotto la doccia, venivo preso in giro e preferivo stare in disparte, anche a causa di altri fattori non legati solo alla mia condizione genetica.

Non ho mai seguito una cura sintetica per migliorare il mio stato fisico ed emotivo fino a circa cinquant’anni, quando tutto è cambiato radicalmente. La terapia con il testosterone ha stravolto la mia vita. La mia personalità è rimasta forte, ma attraverso lo studio, l’arteterapia, la psicoterapia e l’accettazione del mio stato emotivo e fisico, mi sono ammorbidito e ho dato una definizione concreta al mio modo di vivere l’arte espressiva.

Ma cos’è la sindrome di Klinefelter?

La sindrome di Klinefelter è una condizione genetica che colpisce i maschi, causata dalla presenza di un cromosoma X in più, risultando in una configurazione cromosomica XXY anziché il normale XY. Questa condizione può influenzare lo sviluppo fisico, comportamentale e cognitivo. Le informazioni trovate su Internet possono spesso essere distorte, causando tensione e ansia. Ai neogenitori dico: non allarmatevi e non leggete informazioni che potrebbero non essere veritiere.

Si può intervenire con terapie ormonali sostitutive a base di testosterone per sviluppare caratteristiche sessuali maschili e migliorare la massa muscolare. È anche necessario un supporto educativo per le difficoltà di apprendimento. Con il giusto supporto medico, educativo e psicologico, gli individui con sindrome di Klinefelter possono condurre una vita piena e produttiva.

Io ne sono la prova. Fino ai cinquant’anni, tendevo alla depressione, ero aggressivo e narcisista. Con la conoscenza della mia condizione genetica, ho nettamente migliorato il mio modo di vivere e di relazionarmi. Non mi è mai pesato l’idea di non avere figli; anzi, ho potuto dedicarmi a viaggiare e a sentirmi indipendente in molti aspetti. Questo non significa che chi ha figli non possa essere indipendente, ma la mia situazione mi ha portato a percorrere strade diverse da altre persone con la stessa condizione genetica.

I viaggi sono sempre stati importanti per me, più di un ristorante o una birra con gli amici. Col tempo, ho iniziato a prendermi cura di me attraverso lo studio e la lettura, anche se per me era difficile comprendere certi concetti. Oggi, grazie all’arte, a molte attività svolte per curarmi sia nel corpo che nell’anima, mi sento una persona completamente nuova, con tante idee, prospettive e una voglia di vivere infinita.

Ringrazierò sempre il giorno in cui ho preso contatto con Massimo Cresti e la sua équipe, che mi hanno aiutato a comprendere che non sono malato, ma che avevo solo bisogno di credere di più in me stesso.

Se hai altre domande o hai bisogno di supporto specifico, non esitare a chiedere.

Di recente ho creato 47 opere ispirate a una condizione genetica che rappresentano il mio mondo interno ed esterno. Ecco il link per darci uno sguardo.

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