Che cos’è l’arteterapia?

Che cos’è la relazione di aiuto?

Quando parlo di Arti terapie con persone, rispondono spesso che non conoscono questa figura professionale e la disciplina di cui si occupa e soprattutto ciò che mette a disagio è la parola “Terapia”.

In realtà la parola THERAPIA deriva dal Greco e vuol dire assisto, curo. La parola Arte vuol dire creare qualcosa che non esiste.

L’abbinamento delle due parole fa sí che la “cura” si faccia attraverso l’arte intendendo per cura un percorso personale per raggiungere il benessere attraverso l’uso dell’arte.

Quindi l’ArteTerapia favorisce l’autostima, fa in modo che una persona si possa osservare e trasformre senza la necessità di conoscere tecniche artistiche e senza giudizio, né da parte dell’operatore né, tanto meno, da se stessi.

Le persone che lavorano in relazione di aiuto e Arti Terapie integrata, quindi Musica, Danza, Teatro e plastico- pittorico, hanno un proprio metodo, basato sempre su concetti della trasformazione di sé.

Ho voluto quindi creare queste dirette con persone che lavorano già in questo ambiente di Crescita personale e relazione d’aiuto per approfondire non solo gli argomenti legati a questa disciplina, ma per entrare più a contatto e in sintonia con loro e conoscerle meglio.

Iniziamo il 10 febbraio per poi proseguire per altri otto incontri, circa due al mese fino a maggio.

Gli appuntamenti avranno luogo con persone che lavorano con diverse tecniche: Riciclo creativo, Fotografia, Collage, Mindfulness; Musica… e molto altro.

Le dirette si svolgeranno su Instagram, tranne l’ultima (fine maggio) che si farà su Zoom, infatti Chiuderò questa serie di incontri con un mini laboratorio con il Metodo Caviardage, affiancato da una persona certificata con questo metodo.

A presto, Paolo

La bellezza ti avvelena

L’elleboro, anche chiamata “rosa di natale”, la si trova facilmente nella stagione invernale.
Bella e profumata, ma con inganno velenosa.
L’elleboro era considerato un rimedio per la cura delle malattie mentali, contro la follia.
La mitologia greca, infatti, narra che Ercole guarì dalla pazzia grazie all’elleboro e che il pastore Melampo, curò la follia delle figlie di Preto e Argo con il latte delle capre che ne avevano mangiato le foglie. Con il passare dei secoli l’elleboro si diffuse come rimedio per la cura delle malattie cardiache, soprattutto senili.
Tutte le parti della pianta, radici comprese, sono tossiche e altamente irritanti sia per l’uomo che per gli animali.
L’ingestione o l’assunzione di foglie o fiori di elleboro possono causare patologie gravi e, in alcuni casi, indurre alla morte. Ad ogni modo, la scienza moderna ha confermato le proprietà narcotiche contenute nell’elleborina, il suo principio attivo.

In montagna bisogna stare sempre attenti a cosa si tocca, e sopratutto non leccatevi le dita dopo aver toccato una qualsiasi pianta o fiore.

La danza dello sguardo

Osservarsi negli occhi attraverso uno specchio e guardarsi dentro è difficile, difficile accettarsi e scrutare il proprio percorso.

Ma è importante farlo. Riflettere sul nostro personale percorso ci permette non solo di errare meno, ma anche di percorrere la nuova strada con una consapevolezza maggiore.

Fa così paura guardare negli occhi degli altri? In Teatro è un esercizio frequente, può mettere a disagio, ma che cos’è il disagio?

Incomprensioni del nostro stato d’animo, delle emozioni, del vissuto che viviamo. Allora qui l’esercizio si ripete, prendiamo uno specchio e ci osserviamo da capo.

Penetriamo nelle nostre viscere per capire cosa ci ferisce di più, se l’altro o noi stessi.

Guardarsi allo specchio e trasformare questa emozione in un’ opera creativa, la scrittura o il disegno…o semplicemente un urlo!

Ridere

Ridere fa bene

Un bambino appena nasce piange e poi inizia a sorridere e ridere. Eppure non sa ancora parlare.

Un bambino piange e ride e comunica quello di cui ha bisogno.

Noi siamo sempre tristi ed angosciati, eppure basta un sorriso per rimettere in equilibrio tutto il nostro sistema nervoso.

E sì, certo, con una sana risata autoprodotta o stimolata con diversi esercizi si riesce a riequilibrare l’ umore.

Gli esercizi per ridere sono tanti, ma ce ne sono tanti altri che riequilibrano il nostro umore come fare attività fisica e camminare, apprezzare la natura e tanto altro.

Meglio fare una di queste piccole cose che perdersi in tante altre, farne una fatta bene permette di osservare il mondo interiore ed esteriore in un modo completamente sorridente.

“Non piangere perché è finito, sorridi perché è successo.”

GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ

Pupille

Carta pesta con supporto in legno.

Le parole escono dal tronco, che si alza verso il cielo. le foglie pendono osservando intorno.

Libera zigzag gennaio

Libera zigzag 2021

Le emozioni si muovono sinuose

La creatività come crescita personale.

riassunto 2021


Ho iniziato il 2021 creando ogni mese qualcosa di diverso dal mio solito fare. Ogni mese un tema diverso, che si collegava sempre alle ombre. Le ombre sono il nostro vissuto, il passato, ma sono anche la luce e le tenebre. Sono momenti vuoti e momenti pieni di luce abbagliante.
Amo esplorare nuovi mondi, nuove tecniche affinando le vecchie e improvvisandone altre. Ma l’arte dell’improvvisazione ha bisogno sempre di un canovaccio, una piccola storia de seguire e in questi casi erano le mie emozioni. Queste stesse emozioni mi hanno portato a nuove consapevolezze, nuove realtà nuovi traguardi che ho osservato da vicino e che mi hanno permesso di dialogarci, accettarli e proseguire.
Ogni tecnica mi ha permesso di sfidare le mie potenzialità, o le mie paure. La resina, tragicamente complessa, inquinante e costosa, è un’esperienza, un gioco finito così come è nato. Le Note del pianoforte mi hanno orientato verso la pittura ad olio con i suoi tempi lunghi, la sua lucentezza il suo fondersi dei colori. Ecco, questo ha contribuito a prendere i miei tempi, a rallentare il mio percorso artistico, ma soprattutto a dedicare tempo alle persone e in seguito alle cose per me più importanti. E poi ancora il bastone della pioggia che chiude quest’anno con quel tintinnio di conchiglie e polvere che richiamano il mare, la pace e la serenità. In ogni granello c’è dello spazio, del vuoto, un’ ombra e quindi una luce, la nuova luce che arriva nel mese di dicembre.
Ora ho la casa piena di queste emozioni e apprendimenti, ma l’esperimento e la crescita non finiscono qui.
Ogni opera creata quest’anno,comprese quelle che non ho messo in questo video, mi hanno insegnato tecniche e hanno contribuito alla mia svolta personale. Continuerò dandomi nuovi temi e nuove scoperte.
Spero che in qualche modo io possa esservi d’aiuto, per osare a vivere la vita con passione e come se fosse l’ultima ora.
Ogni opera racconta qualcosa, un diario che si è arricchito scavando in profondità nelle mie viscere. Questa è la forza dell’arte terapia, la forza del cambiamento. E il 2022 sarà ancora più ricco: donerò le mie conoscenze a utenti, in laboratori sempre più creativi.

Gennaio: Leporello “le Ombre”

Febbraio: Leporello “il sistema solare”

Marzo: Lampada “le 13 lune”

Aprile: Libro d’artista “Mediterraneo” (esposto al muso del mar  in Spagna)

Maggio: Resina “la via lattea”

Giugno: Canvas “dialogo con la luna” olio su tela

Luglio: Scatole sonore “pillole di parole” 

Agosto: Resina e cactus “aurora borreale”

Settembre: Canvas “i pianeti visti dal sole” (olio su tela) 

Ottobre: “Vuoti ri – composti” 

Novembre: “ascolto silenzioso” (cassa cucita in rete)

Dicembre: Palo della pioggia “il nuovo mondo, il tempo è prezioso” 


Buon anno creativo a tutti!

Paolo.

Piangere fa bene

Piangiamo perché siamo tristi o perché siamo allegri, piangiamo perché non abbiamo risposte o perché ne abbiamo troppe, piangiamo per le persone lontane e per le persone vicine, piangiamo poco, ma piangiamo.

Piangiamo per le emozioni dure e morbide, piangiamo per liberarci dal sale che abbiamo dentro e dalla ruvidità che scorre nelle vene.

Le emozioni si muovono sinuose come un serpente, lasciamole uscire attraverso ogni forma espressiva come una risata, un pianto, una cantata, una danza, una suonata, uno sbattere di piedi.

Schiaffeggiamole permettendo di farle uscire.

E quando vi dicono: “Ma perché piangi, ma no, non serve”, rispondete: “Ma fatti i cazzi tuoi!”

Lasciamo fluire le nostre emozioni come cazzo ci pare!!

E tra un pianto e 100 risate vi auguro un felice 202*

Libertà