Arteterapia e servizio: due mondi, un intento

Due lavori, due forme di servizio

In questo periodo sono al servizio delle persone in modo diverso: sostegno alle famiglie, cura della persona, della casa, della quotidianità. Un lavoro concreto, diretto, che si chiude con il turno. È una presenza fisica, mentale, relazionale — ma che non lascia tracce da riordinare, appunti da scrivere, materiali da sistemare. Posso tornare a casa e riposare.

È un lavoro utile, necessario. Ma completamente diverso dall’Arteterapia.

L’Arteterapia è un altro tipo di servizio. Ogni incontro ha un prima e un dopo: la preparazione dei materiali, l’ascolto, la scrittura delle percezioni, il riordino, la riflessione. È un lavoro che continua anche quando il gruppo si scioglie. Che lascia segni, domande, trasformazioni.

Entrambi i lavori sono preziosi. Ma opposti, per natura e per gestione. Anche sul piano economico. E soprattutto sul piano invisibile.

Una riflessione gentile sul valore

Ho ripensato ad alcuni progetti che non hanno preso forma. Forse per via del loro costo. Non è una polemica, ma un invito a guardare con più attenzione ciò che sta dietro ogni proposta.

La mia formazione è in continua evoluzione: studio, sperimento, integro nuovi strumenti e possibilità. I materiali che utilizzo — argilla, pietra, carta, pigmenti — hanno un valore concreto, tangibile. Ma il vero valore è nello spazio che si crea: uno spazio curato, dove ogni gesto ha radici, ogni oggetto ha un senso, ogni parola è scelta con attenzione.

Offrire un percorso non significa semplicemente “mettersi a disposizione”. Significa costruire un luogo di trasformazione. E questo richiede tempo, presenza, ascolto, ricerca.

Ognuno sceglie in base alle proprie possibilità, e questo è sacro. Ma è importante ricordare che ogni esperienza nasce da un lavoro profondo, spesso invisibile. Il contributo richiesto riflette tutto questo: non solo il tempo, ma la qualità dell’incontro, la possibilità di nutrire il proprio cammino con consapevolezza.

Lavoro invisibile

Non tutto si mostra.
Alcune parti del lavoro agiscono in silenzio,
come radici sotto terra,
come gesti che preparano senza clamore.
Solo perché non lo vedi,
non significa che non stia accadendo.

Parole Libere

Il mio libro Parole libere, immagini d’incanto lo trovi su Amazon ecco il link

Offro servizio di Rituali Creativi e arteterapia online e in presenza

Www.paolocipriani.art

Ogni momento è un invito

La mindfulness creativa può abitare ogni istante della giornata.

Attraverso rituali semplici e l’arteterapia, ci addentriamo in uno spazio interiore fatto di colori, forme, linee… ma anche di ascolto, sguardo e movimento.

La mindfulness è la pratica di portare attenzione, in modo intenzionale e non giudicante, al momento presente.
Significa osservare ciò che accade dentro e fuori di noi — pensieri, emozioni, sensazioni corporee — con uno sguardo gentile e curioso.
È un modo per abitare il presente con consapevolezza, rallentare il ritmo automatico e riconnettersi a ciò che conta davvero.
Nella mindfulness non si tratta di “svuotare la mente”, ma di accorgersi: di come stiamo, di cosa ci attraversa, di dove siamo.

Le attività che propongo, in presenza e online,
sono pensate per esplorare il proprio mondo interiore, portando calma, quiete…
ma anche per mettere in luce ciò che punge, ciò che disturba.
Perché proprio lì, spesso, si nasconde una risorsa preziosa.

Osservarsi è un atto di coraggio.


Non per giudicarsi, ma per accorgersi.
Accorgersi di come stiamo, di cosa ci muove dentro,
di quali gesti ci portano verso la quiete e quali ci tengono in tensione.
La mindfulness non è una tecnica: è una postura gentile verso se stessi.

Un angolo stretto può rivelare il tuo vissuto del momento.
Un cerchio, con il suo movimento fluido, può aprire nuove prospettive.
Ogni gesto creativo è una soglia.

Guarda il reel su YouTube

Un disegno semplice, nato dal desiderio di ritrovare quiete.
Un piccolo rituale per tornare a sé.

Vuoi esplorare i tuoi talenti attraverso un percorso su misura?
I miei incontri individuali sono pensati per valorizzare le tue risorse, con delicatezza e intenzione.
Il primo appuntamento è gratuito: uno spazio conoscitivo per capire insieme da dove partire.
📩 Contattami se senti che è il momento.

Prendi il tuo appuntamento gratuito

La luce degli opposti

È facile lasciarsi sedurre dalla luce, dal bello, da ciò che luccica.

Da tutto ciò che ci attira verso un immaginario gradevole, rassicurante. Ma spesso — anzi, quasi sempre — il vero “bello” si rivela proprio nel meno bello. Nella fatica, nell’imperfezione, tanto estetica quanto emotiva. È lì che l’Arteterapia ci invita a sostare.

Un oggetto artistico può piacere o respingere. A volte, nemmeno chi l’ha creato lo riconosce come “bello”. Eppure, quell’opera — che sia una scultura, un film, un gesto tracciato su carta — contiene qualcosa di essenziale. Qualcosa che parla, che resiste, che chiede ascolto.

Ph. Paolo Cipriani

Nel laboratorio di Arteterapia, questo dialogo prende forma. Lì dove il malessere interiore si fa materia, immagine, suono, possiamo iniziare a trasformarlo. Ma attenzione: la luce non è sinonimo di bellezza. La luce è consapevolezza. È la capacità di vedere ciò che abita dentro di noi… per poi tornare nel buio, nel non detto, e continuare il lavoro silenzioso della resilienza.

Ti propongo un piccolo esperimento: osserva qualcosa che ti attrae, che trovi bello, appena lo tocchi, lo respiri, lo vivi diventa per un attimo parte di te. Poi, per contrasto, volgi lo sguardo verso qualcosa che ti risulta difficile incontrare. Può essere un sentiero nel bosco, una persona, una memoria, o un gesto che normalmente eviti. Fermati. Guardalo. E immagina cosa potrebbe accadere se tu lo lasciassi entrare, senza volerlo cambiare.

In Arteterapia accade qualcosa di simile. Lavorare sull’ostacolo, su ciò che fatichiamo ad affrontare, non porta necessariamente alla luce come “guarigione” o “bellezza”. Ma porta, questo sì, a una trasformazione. E per trasformare, occorre anche lasciare andare: l’idea di controllo, il bisogno di risultato, l’attaccamento al “giusto”.

È in quel lasciar andare che si apre lo spazio del possibile. E forse, proprio lì, nasce il vero cambiamento.

Www.paolocipriani.art

Rituali con Paolo arteterapeuta

Rituali per restare

Un rituale non è solo creare con immagini, colori e parole.


È anche fermarsi davanti a un’alba,
e lasciarsi attraversare da una domanda semplice e immensa:

Da dove vengo?

Chi voglio essere oggi, per il domani che mi chiama?

L’alba

È un gesto che ci riporta a noi stessi.
A ciò che eravamo, prima ancora di essere.


Con la memoria viva di ogni passaggio,
e la comprensione profonda di ciò che siamo diventati.

Scrivilo o crealo con colori o immagini, guarda il video su YouTube del mio collage.

Rituali Creativi e Arteterapia con Paolo


Mi racconti?

Osservare senza invadere

Le parole hanno un peso. Un segno grafico, anche il più semplice, ha voce e valore.
Uno scarabocchio non è mai solo un disegno: è un frammento di mondo, un ponte tra dentro e fuori.
Nel gesto spontaneo di un bambino c’è già una narrazione: ciò che vede, ciò che sente, ciò che sa fare con la sua evoluzione in corso.

Se sei genitore, educatore, o semplicemente testimone di un processo creativo, ti sarà capitato di chiedere:
“Che storia stai raccontando?”
Fallo con delicatezza. Senza giudizio, senza interpretazione.
Quella storia non è tua. È sua. E merita spazio per esistere così com’è.

Arteterapia con bambini 0-3

Il mio sguardo, il mio ruolo

Io osservo. Non per analizzare, non per etichettare.
Non sono uno psicoterapeuta, non cerco significati nascosti.
Ma nel gesto, nel ritmo, nel modo in cui il segno prende forma, posso cogliere tracce di evoluzione.
Seguo il processo, non il prodotto. Accompagno, non decifro.

Prima di chiedere, ricorda

Prima di porre una domanda a un bambino, fermati.
Respira.
Medìtati in lui, in lei.
Ricorda la tua storia, il tuo modo di raccontare il mondo quando eri piccolo.
Solo così la domanda sarà un invito, non un’invasione.
Solo così il gesto creativo potrà restare libero, autentico, fertile.

Rituali creativi e Arteterapia con Paolo

Arteterapeuta certificato FAC

Ogni segno tracciato da un bambino è una porta socchiusa sul suo mondo. Non interpretare: ascolta, accogli, ricorda com’eri tu.”

Paolo Cipriani

Nelle mie multitudini una porta per te”

Ieri raccontavo a una persona che sono e faccio tante cose. A volte mi perdo—ma non nel senso di assenza o distrazione. Mi perdo come ci si perde in un bosco che si conosce solo camminandolo.

Non sempre si può scendere a fondo nella proposta creativa ogni momento della vita, ogni pensiero che affiora, apre a nuove possibilità.

Ogni gesto che compio nasce da una necessità, da una verità che mi attraversa.

È il tempo che mi guida, il sentire mi orienta.
E in questo fluire, ogni passaggio—dall’argilla al filo, dal disegno al giardino—diventa parte di un linguaggio che mi tiene al mondo.

Non è dispersione, è una danza. Ogni passaggio ha un filo conduttore invisibile che mi tiene al mondo, che mi fa stare bene. È il mio modo di abitare il tempo, di ascoltare ciò che emerge, di dare forma al sentire.

Dall’esterno forse si vede confusione, forse incertezza. Ma io non vivo per essere decifrato.

Sei libero di vedere ciò che ti fa comodo. Io, invece, mi sento bene nei miei spostamenti di pensiero, nei miei attraversamenti.

Non cerco di essere coerente, cerco di essere vero.

Come dice quella frase che mi accompagna: “Nelle mie multitudini mi sento a casa.”

E questa casa non ha muri, ma gesti.

Non ha stanze, ma materiali.

Non ha porte, ma soglie.

In questa mia moltitudine, fatta di argilla, fili, disegni e giardini, ho pensato a te.

Ho creato un piccolo laboratorio gratuito online, un tempo sospeso per attraversare insieme il gesto, il colore, il respiro.

Raccogliersi è come tornare al respiro: un ritorno semplice, che non chiede nulla se non presenza.

In questa stagione che invita al raccoglimento, ho pensato a un piccolo spazio da condividere. Un laboratorio gratuito online, nato dalla mia moltitudine creativa, per attraversare insieme il gesto, il colore, il respiro.

Una volta registratə, entro il 20 ottobre, riceverai una mail con il link di accesso e il materiali grafici semplici e facilmente reperibili, da preparare per le attività che ho pensato e proposto.

Nota bene:
Il laboratorio è gratuito, ma i posti sono limitati a un massimo di 10 persone.
Per questo ti invito a iscriverti solo se pensi davvero di esserci, così da lasciare spazio a chi desidera partecipare con presenza e intenzione.

La porta per la  Pace ” 22 ottobre 2025 ore 21 zoom

Non serve sapere, basta sentire. Non serve fare, basta esserci.

Www.paolocipriani.art

Nel cuore del mondo che trema

Nel cuore del mondo che trema, la Palestina ci chiama con il suo dolore antico e presente. Non è sola: accanto a lei, altri popoli vivono il peso della guerra, del silenzio, della paura. In Sudan, in Ucraina, nello Yemen, in Myanmar… le ferite si somigliano, anche se parlano lingue diverse.

Eppure, in mezzo a questo rumore di ferro e fuoco, c’è chi accompagna. Chi resta. Chi ascolta. Chi non distoglie lo sguardo. Il rispetto nasce lì: nel gesto di chi non si volta, di chi riconosce l’umano anche dove tutto sembra disumano.

Ma il mondo non è solo ferita. È anche bellezza che resiste. È il sorriso che scegliamo di offrire, anche quando ci sembra piccolo. È la parola gentile che rivolgiamo a noi stessi, come primo atto di pace. È l’Amore che non urla, ma pulsa. Che non pretende, ma sostiene.

Ogni gesto di cura è un seme. Ogni respiro consapevole è un ponte. Ogni pausa che ci concediamo è un atto di rispetto verso il nostro corpo, la nostra storia, la nostra capacità di sentire. Anche il fermarsi è sacro. Anche il non sapere è parte del cammino.

Mandare energia al mondo non significa farsi carico di tutto, ma scegliere di essere presenti. Con un pensiero, una carezza, un disegno, una poesia. Con la dignità di chi sa che la bellezza non è evasione, ma resistenza.

Che la nostra presenza sia un balsamo. Che il nostro silenzio sia pieno. Che il nostro amore, anche piccolo, sia luce.

Paolo 

Torna alla home

Oltre le etichette, dentro il gesto

Negli ultimi mesi ho condiviso frammenti di me: la sindrome di Klinefelter, l’ADHD, le parole che spesso diventano confini.
Ma ogni racconto mi ha portato a una scelta: rompere le etichette.
Perché io non sono una diagnosi, né un ruolo.
Sono un ritmo, un tempo, uno spazio che cambia.
E se a volte mi sento più lento, forse è perché alcuni corrono troppo.
In realtà ognuno ha il suo passo. E ogni passo, anche incerto, è sacro.

Lo specchio dell’anima

Ho capito che non si tratta di dare o ricevere, ma di essere.
E in questo essere, c’è già tutto.
Ma essere non è fermarsi: è rispondere.
Rispondere con un gesto, un colore, una traccia.

Sentirsi dire cosa fare è una lama nel cuore.
Non è ribellione, è ferita.
La ferita di non sentirsi pronti, di non essere visti nel proprio tempo.
Il bisogno non è di essere guidati, ma accolti.

🎨 E allora, prendi i colori. Non per obbedire, ma per rispondere.
Lascia che ogni sfumatura sia una parola dell’anima.
Non c’è giusto o sbagliato, veloce o lento.
C’è solo il tuo gesto, il tuo respiro, il tuo ritmo.

Dipingi non per spiegarti, ma per esistere.


Ogni traccia è un “sì” alla tua presenza.
Ogni segno è un ponte tra il tuo essere e il mondo.

👇

Il Disegno è il frutto della porta degli intenti, laboratorio online svolto il 17 settembre 2025

Prossimo evento 19 ottobre in presenza a Vasto.

Per conoscere il calendario delle attività proposte visita http://www.paolocipriani.art

❤️

Ecco il mio nuovo libro Parole Libere, il libro

Rituali creativi con Paolo 🫆