facilitatore invisibile: quando il setting diventa un grembo

Il setting è lo scrigno che custodisce la qualità del lavoro creativo che l’utente va a svolgere. È compito del facilitatore far sì che tutto rimanga neutro, accogliente e privo di giudizio.

Mi capita spesso, per aggiornamento professionale, di partecipare come utente ai laboratori di altri colleghi. Da queste esperienze non traggo solo ispirazione per far fluire la mia creatività, ma anche preziosi spunti su ciò che funziona e ciò che, invece, non va riproposto.

Facilitare con rispetto

Di recente ho partecipato a diversi laboratori creativi come utente e in ognuno ho trovato qualità, certo, ma anche elementi che mi hanno fatto riflettere profondamente. Nel video ne descrivo alcuni: non sono gli unici, ma sono quelli che hanno risuonato di più rispetto a ciò che, secondo me, è importante evitare.

Per me è fondamentale la presenza di un facilitatore neutro, capace di scivolare dentro il setting con discrezione, quasi in trasparenza. Ultimamente, però, mi è capitato l’esatto opposto: facilitatori troppo presenti, giudicanti, con sguardi e posture che interferivano con l’inconscio e con il processo creativo dei partecipanti.

Il facilitatore è lì per guidarti e accompagnarti, affinché tu possa sentirti libero, accolto, abbracciato nel tuo processo.

Il suo ruolo è centrale, persino più del setting stesso. Esistono setting neutri e setting ricchi, a volte persino confusionali; sedute comode e altre meno; musiche piacevoli o sgradevoli. Ma il vero compito del facilitatore è trasformare tutto questo in un grembo capace di contenere le tue sensazioni.

Quando il facilitatore cade in piccoli giudizi, o arretra rispetto al materiale che lui stesso propone — ad esempio: “ti do questo, ma poi me lo riprendo” — si crea una frattura. Il facilitatore è il primo che deve essere onesto con sé stesso e con gli altri.

Le esperienze si ripetono, ma non sei più lo stesso.

Se ci fosse una biografia su di te, quale sarebbe il titolo?

Nel loro tornare, ciò che un tempo chiamavi errore

oggi diventa una nuova angolazione.

Il ripetersi non è condanna:

è la possibilità di guardare con più lucidità,

di attraversare ciò che accade senza esserne travolto.

Lascia che le esperienze ti attraversino.

Ti scolpiscono come pietra,

ti sfumano come un colore,

ti modellano come la creta.

A volte si piegano, come un mestolo sul fuoco.

Non per volontà altrui,

ma perché l’incontro con l’altro

ti mostra che puoi trasformarti

e fare un passo avanti per te.

Crea la tua alchimia.

Paolo Maria

Ritrova la tua bussola

È un punto dentro di te che trattiene un’emozione, un ricordo, una sensazione. A volte ti blocca, altre volte ti orienta. È come un nodo nella memoria: può stringere… oppure diventare un punto da cui ripartire.

Ma esiste qualcosa di ancora più prezioso: la tua bussola interiore. Quella che non giudica, non trattiene, non costringe. Indica direzioni. Ti invita a muoverti. Ti ricorda che puoi scegliere come navigare nella tua storia.

In arteterapia lavoriamo proprio qui: sulla possibilità di sciogliere gli ancoraggi che non servono più e di crearne di nuovi, leggeri, vitali, gioiosi. Non si tratta di cancellare il passato, ma di trasformarlo. Di dargli forma con le mani, con i colori, con i materiali che parlano al corpo prima che alla mente.

A volte basta modellare l’argilla per sentire che qualcosa si allenta. A volte un gesto, un ricordo raccontato, un colore steso sulla carta diventa un nuovo punto di orientamento. Ogni persona ha il suo ritmo, il suo modo, la sua rotta.

Gli ancoraggi possono nascere anche dalla gioia: un profumo che ti calma, un colore che ti riporta al centro, un piccolo rituale che ti ricorda chi sei quando ti senti disperso. Sono segnali luminosi nella tua navigazione quotidiana.

Anche quando la memoria si fa fragile — come nella demenza — la memoria emotiva resta viva. Una foto, una melodia, un sorriso possono diventare fari che illuminano dall’interno. La creatività nutre ciò che rimane, ciò che ancora vibra.

Se senti il desiderio di creare il tuo ancoraggio di gioia, di ascoltare la tua bussola interiore e di ritrovare la tua rotta attraverso l’arte…

Esplora i miei percorsi online di arteterapia: poetici, pratici, trasformativi. Un invito a tornare a casa, dentro di te.

Febbraio in Cerchio


Febbraio è un mese di soglia: sta tra l’inverno e la primavera, tra il ghiaccio e il primo calore.
È un passaggio che prepara al germogliare, al mettere le prime foglie da quei semi piantati nel silenzio dell’inverno profondo.
Febbraio apre una porta, e da questa immagine è nata l’idea di proporre due attività in cerchio. Ogni attività che propongo nasce per accompagnarti verso nuove soglie interiori: sono le stesse che ho attraversato anch’io, quando ho incontrato paure, incertezze, o parti di me che avevo solo sfiorato senza avere ancora il coraggio di guardarle davvero.


Cerchio di uomini e donne

Cerchio misto: L’anima gemella è dentro di te, con Paolo Maria Cipriani Artiterapeuta
Centro Yoga Sole, Silvi, 11 Febbraio – 19:15 / 21:30

Un cerchio dedicato al tema dell’anima gemella.
Non come figura esterna — non un uomo, non una donna — ma come una parte interna, spesso nascosta, che fatichi a incontrare.
Una parte dolce, amorevole, che ti appartiene e che attende solo di essere riconosciuta.

Cerchio misto – L’anima gemella è dentro di te
📍 Centro Yoga Sole, Via Roma – Silvi
📅 11 febbraio, 19:15–21:30
📲 WhatsApp Paolo Maria: 375 597 3819

Yoga Sole

Cerchio di Uomini

Cerchio Uomini: Fuoco trasformativo, dall’amaro al dolce di sé
Iris Alaya Studio Olistico, Sirolo, 20 febbraio – 19:30 / 22:30

Un cerchio riservato agli uomini, in collaborazione con Marco Giovannini.
Ti guideremo in un’attività pensata per trasformare il tuo fuoco interiore: dall’amaro al dolce.
Perché ogni uomo custodisce una dolcezza profonda, anche quando non sa più come raggiungerla. Fragilità così belle da incontrare che diventa naturale creare una forma di abbraccio, un luogo, un tempio.

Uomini che si incontrano in cerchio
per dare voce alle proprie parole,
forma alla creatività,
e spazio al fuoco interiore che chiede di essere ascoltato.

In uno spazio protetto e presente,
la parola e l’argilla diventano strumenti di trasformazione:
la paura si ammorbidisce,
si fa dolcezza che incontra la forza,
il radicamento espande il respiro,
potenziando la Presenza.

Il fuoco trasformativo si accende quando scegli di incontrarti senza filtri.
In quello sguardo diretto emergono le parti che frenano il tuo flusso creativo,
ma è proprio lì — nel gesto che parla, nelle mani che modellano —
che la paura si scioglie e cambia forma.
Ciò che ti tratteneva diventa materia viva, pronta a trasformarsi in nuova espressione.

Cerchio Uomini – Fuoco trasformativo, dall’amaro al dolce di sé
📍 Iris Alaya Studio Olistico, Corso Italia 48 – Sirolo (AN)
📅 20 febbraio, 19:30–22:30
📲 WhatsApp Marco: 340 094 1767
📲 WhatsApp Paolo Maria: 375 597 3819

Marco Giovannini Facebook

Studio Olistico Iris Alaya


Perché abbiamo dato vita a questo spazio insieme

Paolo Maria Cipriani
“Quando ho incontrato Marco, qualcosa in me ha subito risuonato:
le vibrazioni della sua voce, la presenza del suo corpo, la gentilezza dei gesti.
Il suo sguardo ha accolto ogni mia parola, sostenendola con cura,
e mi ha accompagnato verso una porta che ancora attendeva di essere aperta.”

Marco Giovannini
“Quando ho incontrato Paolo ho sentito un maschile capace di portare verità, e quindi cura.
Quando è nata l’idea di una collaborazione ho detto subito sì,
perché sentivo quanto forte pulsa al servizio il suo cuore.”

Ti aspettiamo.
Paolo Maria & Marco


Alchimisti dell’ispirazione

Un taccuino non è solo un insieme di pagine: è una porta. Ogni volta che la apri, incontri una soglia. Alcune sono familiari, altre inattese, altre ancora fanno paura perché riportano a timori già vissuti — confusione, ego, frustrazione, smarrimento. Ma queste soglie non vivono solo tra le pagine: le incontriamo ogni giorno, spesso senza accorgercene. Sono lo sguardo di uno sconosciuto al supermercato, il volto stanco di qualcuno sull’autobus, il semaforo rosso che ti costringe a fermarti, il traffico che ti stringe mentre ti specchi nella rabbia degli altri conducenti. E allora ti chiedi: “Sono davvero in ritardo? E per cosa?” Anche quella è una porta, un’altra soglia da attraversare. Basta mettere della musica mentre sei bloccato nel traffico per accorgerti che il peso dell’immobilità cambia forma. Così accade nella vita: non possiamo evitare le soglie, ma possiamo scegliere come attraversarle.

Nel mio percorso di artista e arteterapeuta con un cervello neurodivergente, ho imparato che le parole non sono mai neutre. Rimuginano, risuonano, scavano, ma soprattutto trasformano. Le parole sono ponti: ci collegano a noi stessi, agli altri, alle parti invisibili della nostra storia. Sono chiavi che aprono stanze interiori, a volte luminose, a volte polverose, ma sempre necessarie. Per questo dico che siamo alchimisti dell’ispirazione: ciò che riceviamo dagli altri lo mescoliamo al nostro fuoco interiore, e ne nasce qualcosa di unico. Ispirarsi è naturale, è il modo in cui apprendiamo, cresciamo, creiamo. Lo fanno gli animali, lo fanno i bambini, lo facciamo tutti: osserviamo, imitiamo, trasformiamo.

Il Taccuino come porta

Eppure, tra gli esseri umani, spesso nasce un senso di colpa, come se ispirarsi fosse rubare, come se prendere spunto fosse un segno di debolezza. Ma quel senso di colpa parla d’altro: parla della paura di non essere abbastanza, delle ferite del confronto, dell’ingiustizia, della svalutazione. Io ci sono passato: ho provato il fastidio di chi si sente copiato e la vergogna di chi teme di non avere nulla di originale. Con il tempo ho capito che anche queste ombre possono trasformarsi, che il malessere può diventare materia creativa, che ogni ferita può diventare una lente, un filtro, un colore.

Se ti riconosci in uno di questi due archetipi — chi prende e si sente in colpa, o chi dà e si sente svuotato — allora stai toccando l’archetipo dell’ingiustizia. E su questo possiamo lavorare insieme, con un percorso mirato, delicato, trasformativo. Perché l’ispirazione non è mai copia: è fermento, è incontro, è alchimia.

Con l’arteterapia impariamo ad ascoltare le parole che abitano dentro di noi, a riconoscere quelle che feriscono e creano blocchi, a riscriverle trasformandole in energia creativa. Impariamo a dare voce alle emozioni taciute con segni, immagini e suoni, ad accogliere la nostra identità con gentilezza, a rinascere creativamente attraverso un linguaggio consapevole. Ogni parola è una chiave, ogni segno un passo, ogni silenzio uno spazio da abitare. Il taccuino diventa così un compagno di viaggio, una porta che si apre verso ciò che siamo e verso ciò che possiamo diventare. L’obiettivo è trasformare il linguaggio interiore in uno strumento di cura e crescita.

Impronte Espressive – Arteterapia con Paolo Maria

Per ulteriori informazioni sulle mie attività visita il mio sito www.paolocipriani.art

Un viaggio che inizia dentro di te

La fiducia, a volte, la perdiamo senza accorgercene.
Si assottiglia tra un imprevisto e una delusione, si nasconde dietro le aspettative degli altri.
E allora iniziamo a cercarla fuori, come se fosse un pozzo da riempire con nuove nozioni, nuove tecniche, nuove risposte.

Ma la vera porta della fiducia non si trova fuori.
Si apre dentro di noi.
È un movimento sottile, un ritorno alla radice, un ascolto che attraversa corpo, emozioni, visione e spirito.
È un viaggio che puoi iniziare anche adesso.

La mente non è un contenitore da colmare:
ha bisogno di tempo per assimilare, memorizzare, trasformare ciò che vive.
Proprio come nei chakra, ogni esperienza ha un ritmo, un colore, un respiro.

Un corso di acquerello ti insegna questo a lasciare scivolare via le emozioni pesanti,
a osservare senza giudicare,
a trasformare il controllo in intuizione,
come nella mindfulness, dove ogni pensiero – anche il più difficile – diventa esperienza, non ostacolo.

Se a volte ti senti confusa o senza fiducia, non aggiungere altro alla tua vita.
Lascia fluire.
Lascia che il limite diventi un varco, una possibilità, una nuova forma di ascolto.

Ho creato un percorso web Le note dell’anima, Taccuino chakra” 8 incontri dal 4 febbraio al 25 marzo.

La tela evocativa, quadri da sfogliare

La tela evocativa – o, come mi piace chiamarla oggi, gli oracoli da sfogliare – nasce da un’impronta. Un’impronta genetica, quella della sindrome di Klinefelter, che mi accompagna fin dalla nascita e che, per molti anni, ha modellato il mio modo di percepirmi, di raccontarmi, di stare nel mondo.

Tra il 2018 e il 2020 ho realizzato 47 opere utilizzando la tecnica della gel press su carta Fabriano, in formati tondi o quadrati. Acrilico, foglie, porri, trame naturali: ogni elemento diventava un gesto, un segno, un richiamo al processo stesso dell’impronta. Era come se la natura mi aiutasse a tradurre in immagini ciò che il corpo aveva inciso in me fin dall’inizio.

Quando ho concluso questa serie, la prima idea è stata quella di farne un libro autobiografico, un racconto diretto della mia esperienza con la condizione genetica. Ma nel 2026 mi sono accorto che non era ancora il momento di esporre così apertamente la mia intimità. L’avevo già fatto in altri modi, attraverso video e testimonianze, e non volevo che il focus si spostasse di nuovo solo su quel tema.

Così ho scelto un’altra strada: trasformare le opere in un libro di oracoli da sfogliare.

Acquistalo su Amazon

Le ragioni sono state due.

• La prima è pratica: volevo qualcosa di diverso delle solite carte, più accessibile e più mio.

• La seconda è emotiva: vedere le 47 opere raccolte come in un catalogo di mostra mi ha restituito una visione nuova di me. Non più centrata sul limite – come nel mio libro autobiografico, che forse un giorno pubblicherò – ma sul superamento dell’ostacolo, sulla trasformazione, sul cammino.

E non nego che, a questo punto, mi piacerebbe anche esporre i quadri dal vivo, magari affiancati a questa edizione. Ma ogni cosa ha il suo tempo. Per ora, ciò che conta è aver dato forma a una nuova narrazione di me stesso.

Un libro da aprire come un mazzo di carte

L’impaginazione è volutamente casuale: i numeri non seguono un ordine, ma sono mescolati proprio come un mazzo di carte. L’ho mischiato io, per te.

• L’occhio, che invita a osservare nuove possibilità.

• Il ponte, che non serve a guardare indietro, ma ad attraversare l’ostacolo e andare oltre.

• Il vortice, che ricorda il fluire, il lasciare andare.

• Il triangolo, che racconta la salita, la fatica, la vetta raggiunta.

Un invito intuitivo

Questo libro non si legge: si attraversa.

Non si interpreta: si lascia parlare.

Non si consulta: si incontra.

È un invito a scrivere, a creare, a lasciarsi guidare dall’immagine che ti sceglie. Un modo diverso di incontrare la mia storia, ma anche – forse – un modo nuovo per incontrare la tua.

Acquistalo su Amazon

Dal limite adhd alla risorsa

Quando il limite diventa soglia

Nel mio mondo ADHD e nella condizione genetica Klinefelter, per anni mi sono sentito escluso, messo da parte, non visto. C’erano giorni in cui ignoravo le e-mail, dimenticavo di mangiare, restavo immerso per ore nello stesso punto del mondo. L’iperfocalizzazione è una lama a doppio taglio: può renderti incredibilmente produttivo… e allo stesso tempo svuotarti.

E poi c’è il bisogno di struttura, così forte e così fragile. Creo la routine perfetta, compro un’agenda, preparo liste… e dopo due giorni tutto crolla. Il mio cervello desidera ordine, ma fatica a seguirlo nel lungo periodo.

Per molto tempo ho vissuto questi aspetti come limiti. Finché non ho trovato le prime chiavi di accettazione: non soluzioni magiche, ma porte. Porte che si aprivano su paure, sì, ma anche su possibilità.

Perché ogni limite, se ascoltato, può diventare una soglia creativa.

Un viaggio terapeutico verso l’Io personale

L’arte, il movimento e il teatro non sono solo forme di espressione creativa. Sono linguaggi profondi, capaci di parlare direttamente all’anima. In un mondo che spesso ci distrae da noi stessi, queste pratiche offrono uno spazio di ascolto, cura e trasformazione. L’Io personale non si costruisce solo con parole e pensieri: si scolpisce con un gesto, con un respiro, con una scena.

Nella mia pratica, il movimento è spesso un portale: un gesto lento, una camminata consapevole, una sequenza improvvisata. Ogni azione diventa spazio di espressione e ascolto. Anche semplici esercizi di respirazione o presenza corporea creano momenti di quiete e centratura. Non sono tecniche: sono rituali. Porte aperte sul sentire, sulla consapevolezza, sulla trasformazione.

Immagine web

Il tuo viaggio può iniziare da un passo. Da un respiro. Da una scena. L’arte e il movimento non solo raccontano la vita ma la trasformano.

Lasciati ispirare Rituali Creativi per l’inizio d’anno. Un invito a trasformare il passaggio in soglia

✨ Dal 31 dicembre al 7 gennaio Ogni mattina, un piccolo audio poetico per iniziare il giorno con presenza e ispirazione. La Voce del Mattino ti accompagna alla porta del 2026. 🎧 Ascolta su Telegram @creagioia

📖 Dal 1° gennaio È disponibile su Amazon il mio secondo libro: La Tela Evocativa – Oracoli da sfogliare Un viaggio tra immagini, intuizioni e parole che aprono porte interiori.

🌕 Il 3 gennaio Celebriamo insieme la Luna del Lupo con un rituale creativo: Attività simbolica, meditazione guidata e ascolto profondo per iniziare l’anno con forza e autenticità.