Rituale del fiore

21 dicembre – Solstizio d’Inverno 🫶🏻

In questa notte di luna crescente non celebriamo soltanto il ritorno della luce. Celebriamo anche il nutrimento sottile di tutto ciò che abbiamo vissuto: le trasformazioni, i traguardi raggiunti o mancati, la consapevolezza che ogni passo ha avuto il suo senso.

Questo rituale è semplice, essenziale, ma profondamente simbolico.


  • Prendi un foglio A4, colorato, il colore lo scegli tu, lasciandoti guidare dall’istinto.
  • Ritaglia almeno dieci semi: piccoli come quelli di un limone o grandi come quelli di un avocado. Le forme le scegli tu: ciò che per te rappresenta il nutrire, il seminare, il germogliare e il prenderti cura del tuo seme interiore.

  • Su ogni seme scrivi i desideri o intenti che vuoi portare nella tua vita (materiali ed emozionali).
  • Scrivi anche aspetti da lasciare andare, da consegnare al buio e al silenzio dell’inverno.
  • In questo modo coltivi l’equilibrio: cinque semi di luce che nascono, cinque ombre che si dissolvono.

🌸 Il tuo Seme

  • Prendi un nuovo foglio A4 (o più grande, se lo desideri).
  • Incolla i tuoi semi, parti dal centro con un seme unico e lascia che si espanda in cerchi concentrici, come petali di un fiore che si apre.
  • Incolla i tuoi semi-intenti all’interno del mandala, ma in modo che le parole rimangano nascoste: ciò che resta visibile è la forma luminosa del fiore che sboccia.
  • Colora e arricchisci il tuo mandala con tonalità che risuonano con la tua energia: lascia che il fiore rifletta la bellezza dei tuoi intenti.

✨ Alla conclusione dell’attività creativa, lasciati guidare dalla meditazione che ho preparato. Accogli il tuo seme e accompagnalo verso l’equilibrio, la quiete e la rinascita. Ogni respiro diventa un gesto di cura, che apre il tuo fiore interiore alla luce.

Paolo Maria Cipriani Crea la tua Gioia

Bagaglio interiore

Ognuno porta con sé la propria storia, i propri bagagli interiori: alcuni pesanti, ancora in fase di alleggerimento; altri appena iniziati, viaggi che hanno bisogno di tempo per diventare più leggeri.

Immagina uno zaino con solo l’essenziale, rispetto a uno zaino colmo di rancori, disagi e difficoltà: se quello è l’unico modo che conosci, finisci per vivere nel dolore e nella sofferenza, giustificandoti con un “sono fatto così”.

Eppure, in mezzo a tutto questo peso, si può trovare la forza di trasformare i fatti in qualcosa di utile: nel silenzio, o nella condivisione. Quest’anno ho condiviso molto: esperienze legate alla sindrome di Klinefelter, all’ADHD. Alla fine ho capito che sono solo etichette, e che si possono superare.

Accolgo anche chi mi giudica — sì, so che stai leggendo questo post.

Ci sono persone che mi hanno ridicolizzato, parafrasando azioni che ho fatto, solo perché la mia visione è tridimensionale e non appiattita come quella comune. Ma ognuno ha il proprio percorso, la propria evoluzione personale e creativa. Per me un disegno può essere anche solo un puntino su un foglio bianco: e quel puntino racchiude tutto ciò che ho vissuto in questi anni difficili. Dall’apertura di una scuola — un fallimento interiore ed esteriore — alle difficoltà nel relazionarmi con chi non ha saputo sostenermi nelle mie richieste di aiuto. Ho chiesto aiuto tante volte, ma spesso non è stato accolto. Eppure ho avuto il coraggio di non fermarmi alle illusioni della mente, di superarle, anche creando disagi. Alla fine, quella richiesta d’aiuto è stata fallimentare: ho fatto tutto da solo, e ancora oggi ne porto le conseguenze, emotive e soprattutto fisiche.

La verità è che questa attività mi piace, mi stimola. Continuo a formarmi, sto seguendo un corso che preferisco tenere riservato. Non importa che tu lo sappia: importa che io lo senta come nutrimento, come novità da portare fuori ma soprattutto dentro.

Ora scelgo di mettere musica e danzare. Danzare la mia libertà, la gioia di continuare a vivere, anche se non va come pensavo.
Sono felice di essere qui, su questa terra fatta di opposti tangibili e invisibili: mi radico, così volo, così nuoto verso nuovi orizzonti.

Ciò che osservi diventa materia viva, pronta a trasformarsi in gesto, parola, incontro. Ogni fine è un terreno che attende di essere coltivato, e la vera creatività nasce proprio lì, dove l’occhio si ferma e l’immaginazione comincia a muoversi.

Istinto e Intuito

Ti fidi dell’istinto?

L’istinto è un’intuizione del corpo: quando provi ansia o paura di fronte a qualcosa, è come se il corpo ti stesse avvertendo di prestare attenzione.
L’intuito, invece, è un ascolto più sottile: non nasce soltanto dalla reazione fisica, ma dalla capacità di cogliere connessioni invisibili, segnali che la mente razionale non sa spiegare. È un sussurro che ci invita a fidarci di ciò che sentiamo, anche quando non abbiamo prove tangibili.

L’arte diventa allora uno spazio di espressione tra emozione e intuito, una soglia delicata del sentire. In questo spazio affiorano vissuti inconsci rimossi, che riaffiorano come ghiaccio che lentamente si scioglie, portando alla luce memorie e tracce del passato.

L’arteterapia è un ponte tra ciò che percepisci oggi e ciò che hai vissuto ieri. La paura, sepolta, può riemergere sotto nuove forme: talvolta con un sorriso, altre volte con un disagio. Ed è proprio nel disagio che si apre la possibilità di guardare dentro, di riconoscere ciò che ti riporta al dolore del bambino ferito, trasformandolo in occasione di consapevolezza e cura.

L’istinto va ascoltato come l’emozione più profonda: l’istinto di cambiare rotta, di afferrare qualcosa di nuovo. È primordiale, innato in ognuno di noi: l’istinto di coprirti se hai freddo, di mangiare se hai fame, ma anche di muoverti come in una danza per sciogliere tensioni.

E allora mi soffermo su questo: quanto realmente riusciamo ad ascoltare l’istinto e le emozioni? Quanto ci concediamo di fermarci e accogliere ciò che arriva?

Ti invito a visitare il mio sito, troverai percorsi dedicati proprio a questo tema.

  • La via dell’amore: ritrovare quell’amore che hai smesso di donarti, perché preso dal dare all’altro. Non è sbagliato, ma spesso significa togliere qualcosa a te stesso, a te stessa.
  • La porta dell’intento: cosa desideri per il nuovo anno in arrivo? Cosa stai lasciando andare?
  • La via del Natale: una nuova luce che puoi portare a te oggi, con nuove consapevolezze e nuovi pensieri.

Tra qualche giorno arriva un mio dono per te, un’attività creativa con una meditazione pensata per la luna Crescente è il solstizio d’inverno.

Se vuoi conoscere meglio uno di questi percorsi, ti invito a visitare https://paolocipriani.art/ritualicrea/

La via del Natale

Regalati o regala, La Via del Natale

individuale online

• Durata: 2 incontri da 60 minuti ciascuno

• Prezzo speciale: 90 € 

Disponibile fino all’8 gennaio 2026, utilizzabile fino a fine febbraio

✨ Breve descrizione

Un cammino personale per ritrovare equilibrio e presenza, anche nel tempo intenso delle feste.

Durante gli incontri potrai esplorare temi come:

• Burnout – riconoscere e trasformare la stanchezza in nuova energia

• Relazioni di coppia – nutrire la connessione e la comunicazione autentica

• Talenti personali – valorizzare ciò che ti rende unico

• Confini interiori – imparare a difendere e rispettare il tuo spazio

Attraverso arte, poesia e piccoli gesti rituali, sarai accompagnato a riscoprire gioia e radicamento, trasformando il caos natalizio in occasione di cura e rinnovamento.

Per info scrivi a impronteespressive@gmail.com

Whatsapp +393755973819

http://www.paolocipriani.art

Ritrova la tua luce

Gli incontri sono profondamente personalizzati e pensati su misura per ogni partecipante.

Altri percorsi

Crea la tua gioia incontro unico web

La via dell’amore 3 incontri web

Disegnare fuori dai bordi

Sempre dal mio mondo ADHD e dalla condizione genetica Klinefelter, ho convissuto per anni con un forte tremolio al braccio.
Un tremolio che mi ha accompagnato fin da bambino, invadendo il mio pensiero con una convinzione silenziosa: non sono adatto a questo mondo.

Quando disegnavo, uscivo sempre dai bordi.
Non avevo un confine.
Il tremolio mi portava fuori, oltre la linea, oltre il margine.
E quel “fuori” diventava errore, giudizio, esclusione.

Poi ho scoperto i taccuini.
Spazi liberi, senza regole rigide.
Luoghi dove posso esprimermi senza dover restare dentro un confine.
Ho scoperto che la creatività non chiede permesso.
Che posso disegnare, scrivere, danzare anche se il mio tratto è incerto.
Che posso stare al mondo, sentendomi me stesso, nel rispetto di me e dell’altro.

Il confine ha un valore, soprattutto nei contesti educativi: ti aiuta a orientarti, a stare.
Ma ho imparato che esistono anche confini gentili, che non escludono, ma accolgono.
Che posso stare al mondo senza dovermi correggere, ma semplicemente migliorando.

Per tanti anni non ho avuto rispetto né per me né per gli altri.
A volte per rabbia, a volte per pettegolezzi, a volte per paura.
Ero poco riverente, poco presente.
Ma il tempo insegna.
Insegna che puoi disegnare, puoi cantare, puoi danzare
con il tuo modo di essere.
Con gentilezza.
Con leggerezza.

L’avvento creativo sul canale whatsapp

25 giorni di scintille creative.

Percorso gratuito.

La Scatola dei Ricordi

La Scatola dei Ricordi

Ogni Natale porta con sé un’esperienza unica e irripetibile. Quali ricordi ti accompagnano quando pensi alle feste della tua infanzia?

Puoi partecipare mandami una mail: crea@paolocipriani.art

Forse l’odore della torta appena sfornata, i giochi condivisi con la famiglia, la gioia dei regali da scartare, la curiosità che riempiva l’attesa. Erano tempi diversi, segnati dall’attenzione alla presenza e dal valore della condivisione.

In questo spazio dell’Avvento, insieme a me, potrai dare forma alla tua stanza dei ricordi. Lo farai in modo semplice, attraverso piccole ispirazioni che non puntano tanto alla grafica quanto alla riflessione personale.

📓 Ti invito a procurarti un taccuino: sarà il tuo spazio personale, dove potrai scrivere, disegnare o lasciare segni spontanei.

Altri materiali potranno arricchire il percorso — colori, forbici, colla, immagini da ritagliare… Non serve avere tutto subito: li scopriremo e useremo insieme, passo dopo passo.

Ogni giorno riceverai un audio nel gruppo WhatsApp che ho creato appositamente: brevi pensieri e suggestioni, ispirati anche dal mio quotidiano, per accompagnarti passo dopo passo.

Primavera inoltrata 

Qual è il tuo mese preferito dell’anno? Perché?

La mia stagione preferita è senza dubbio la primavera inoltrata: tutto sboccia e si risveglia, i colori esplodono e le forme si fanno vive, i primi profumi danzano nell’aria. Il sole, ancora timido come me, accarezza la pelle con dolcezza, invitando a lasciarsi andare alla meraviglia.