8

L’Otto è un battito cardiaco, è un numero che mi perseguita in senso positivo. È molto presente nella mia vita, è un flusso continuo ed una continua ricerca verso l’infinito, Simbolo per antonomasia di continuità, proprio come un battito cardiaco, il cuore batte e spinge la macchina chiamata corpo. Sono due sfere unite, due mondi interni pieni di energia, spinta nel movimento che si crea come una forza centrifuga, sconfinando verso nuovi orizzonti e nuovi insegnamenti.

Rifletti e agisci

L’Otto simboleggia l’Infinito, la perfezione, la vittoria, ma anche persone che devono imparare a usare l’abbondanza e il potere a scopi non egoistici, perseguendo l’equilibrio interiore per evitare di essere vittime dei loro estremi emotivi. L’Otto corrisponde inoltre alla “doppia porta”, intesa come porta verso la vita terrena e spirituale.

L’Otto, quindi, è intraprendenza, sicurezza, capacità di concentrazione e decisionale.

La mostra d’arte che si annusa: Fleeting-Scents in Colour

Non appena i musei riapriranno, la galleria d’arte Mauritshuis, in Olanda, proporrà una mostra d’arte sensoriale, mettendo insieme quadri e odori e …

La mostra d’arte che si annusa: Fleeting-Scents in Colour

Legno e das

Il legno è stato colorato con acquarelli e ho incollato qualche tassello mosaico in vetro.

Base in das che ho colorato

L’elefante smemorato

Guardando questa ombra mi è venuto in mente un elefante. Mia madre aveva una collezione di almeno mille elefanti, tutti sistemati per casa. Elefanti di ogni tipo, come soprammobili, di peluche, rappresentati nei quadri, pentolini e bicchieri a forma di elefante.

Aveva iniziato a collezionare questi meravigliosi oggetti perchè mio padre un giorno le aveva detto che lei era forte come un elefante e le ha regalato uno in bronzo. Poi, con il tempo, ogni membro della famiglia e gli amici le hanno regalato sempre degli elefanti. Era diventato quasi un obbligo, ad ogni viaggio il souvenir doveva rappresentare non solo il ricordo del viaggio, ma anche un elefante, come un simbolo. Qualche elefante l’ho conservato, altri sono nei miei ricordi.

Mio padre, quando viveva a Montesilvano, aveva piantato dei salici, e aveva dedicato la via proprio ai Salici.

Sono ricordi gioiosi, felici, armoniosi. Così ho creato un breve racconto, ma ve ne metto solo un pezzo, magari un giorno, chissà, completerò l’opera.

L’elefante e il Salice

C’era una volta un elefante robusto e smemorato. Un giorno, camminando per i suoi itinerari, l’elefante incontra un albero robusto, ma piangente, il suo nome è Salice… (più breve di così) 🙂

Disegno 50×25 Aprile 2021 L’elefante e il Salice – #carboncini #pastelliolio #acquarello #chinanera

#racconto #paolocipriani #liberazigzag #obre #elefante #disegno

7 anni

Si dice che i gatti abbiano sette vite e lo stesso si dice anche per le nostre anime. Ogni sette anni c’è un cambio, un nuovo flusso di energia che ci accompagna per altri sette anni. Può essere un’energia forte, vigorosa, ma può anche essere sotto tono, pallida, debole. In ogni caso è il modo in cui si affronta questo nuovo ciclo di vita che fa la differenza. 
La mia anima aveva anticipato che qualcosa stava cambiando nel 2013, quando venni a vivere da te e presi l’aspettativa. Un cambio radicale di vita per starti vicino. Appena nove mesi di condivisione, nel bene e nel male, con il tuo carattere forte e autoritario, ti ho accudita, mi hai accudito, ti ho portato a passeggio, ti ho cucinato. Hai raccontato, ancora una volta, di quando e come hai incontrato papà, della prigionia, del tuo bel mare a Kos. 
Questo’ anno sono sette anni che non ci sei più mamma, ricordo ancora quell’ attimo in cui ti sei spenta. 
Per anni ho visto il tuo viso che annaspava nella stanza guardandomi dritto negli occhi mentre mi salutavi. 
In quei mesi mi svegliavo di soprassalto e vedevo il tuo viso, mi davo sempre una spiegazione per tranquillizzarmi, hai voluto che ti vedessi morire, come tu hai visto me nascere, nelle mille complicazioni che hai avuto. 
In questi sette anni ci sono state cose belle e momenti di estrema solitudine. Sono stato perso nelle preoccupazioni che tu per anni ti sei addossata. Da queste complicazioni è nata una nuova persona, un Paolo che arranca per la sua strada e che si scontra con la sua contrastante personalità. Una personalità che sembra vuota, ma che in realtà è ricca di emozioni.
In questi giorni, dove la mia energia sta cambiando, ho rivisto il tuo volto, mi guardavi sorridente e fiduciosa. Ora tu sei libera da questo inferno chiamato Terra. Ti sei ricongiunta con quel mare misterioso e ancestrale che tanto amavi.

6

Il Sei è un numero magico, equilibrato sia fisicamente che psicologicamente. Vedere questo numero ti fa entrare in simbiosi con te stesso. Lo vedo di rado proprio perché sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che, da un lato è un bene perché porta a stimolare la propria creatività, dall’altro, però, sei sempre in movimento senza fermarti un attimo… un vero ciclone!

Prenditi il tempo per eliminare tutto quello che blocca la tua gioia. Segui ciò che ti fa danzare il cuore.

La potenzialità energetica del numero Sei si esplica al meglio nel perpetuo scambio del dare-ricevere sia in campo affettivo che di vita sociale.

Se vedo il Sei, mi devo fermare e riflettere sui successivi passi da compiere.

La natura del numero Sei, quindi, permette lo sviluppo di idee e concetti che agiscono per il miglioramento della vita sociale e del benessere. Mi soffermo anche sul desiderio di vedere le persone più care che, ultimamente, è impossibile. Come, altrettanto problematico, risulta prendersi cura delle persone che hanno difficoltà. Per questo motivo, proprio in questo periodo, sto portando aiuto alle anime perse della Caritas offrendo loro il mio tempo che mi viene copiosamente ripagato con sguardi e parole di infinita gratitudine che sgorga dal cuore. 

Il Sei, quindi, dipinge il ritratto della generosità, della responsabilità e dell’ equilibrio. Infonde sicurezza spingendoci ad occuparci del bene degli altri, ad amare e ad essere ricambiati.

Attenzione ai sensi di colpa e all’insicurezza, potrebbero non aiutare. 

5

Il numero Cinque simboleggia la comunicazione e la sperimentazione, quindi una vera svolta… Rappresenta la curiosità, ma anche la trasgressione perché ci rende propensi a provare cose nuove, ad inoltrarci in territori ignoti. Ultimamente ho sperimentato la resina facendo prove con fiori e conchiglie. Erano anni che volevo provare. I risultati, per quanto io mi accontenti, non sono stati di mio gradimento. Ci vuole curiosità, ma anche tantissima attenzione, tanta chimica, matematica e sicurezza. Il Cinque lo vedo spesso e subito sperimento nuove situazioni verso mete misteriose bruciando tappe che, in realtà, sono necessarie. 

L’abbondanza è uno stato mentale. Se ti senti spiritualmente ricco, la tua vita rifletterà tale ricchezza.

Il  Cinque racconta la  continua ricerca della propria interiorità. Questo, allo scopo di elevarsi sia dal punto di vista spirituale che “animico”. Generalmente sono curioso con uno spiccato senso di libertà a cui difficilmente rinuncio. Amo viaggiare e raggiungere terre sconosciute e remote.

Se vedi il Cinque sei dinamico, curioso, espressivo

Vuoi sperimentare e curiosare, ma sei anche molto impaziente e disordinato.

ZigZag il Presepe a ventaglio

I Re Magi partono per questo viaggio recando nel bagaglio la brillantezza del loro sorriso, l’incenso, il profumo e l’intensità di vivere la vita pienamente! Infine portano la preziosa mirra per purificare il corpo e lo spirito.

Questo libro a ventaglio, Leporello, è nato per costruire il presepe di questo anno così particolarmente incerto e sospeso tra una lacrima ed un sorriso. E lo voglio dedicare ad ognuno di noi per ricordare che, per quanto imperfetta e complicata sia la vita, troviamo sempre la forza di continuare questo viaggio uniti tutti dall’insaziabile desiderio di vivere!

Ho riscontrato errori tecnici che possono nutrire i sentimenti di sconfitta, ma dagli errori nascono nuove e interessanti idee. Il colore della carta non mi ha permesso di giocare con gli acquarelli, pastelli o altro. Ho potuto solo impiastrare tinte scure su collage.

Il libro si mantiene per la storia che è nata alla fine della composizione.Ora che Zigzag è pronto verrà mostrato come un presepe accanto all’albero, vicino ai regali.

Potevo buttarlo!!

Potevo rifarlo!

Ho scelto di tenerlo per ricordarmi dell’errore. Ne farò un altro a gennaio condividendo giorno per giorno le idee. Non è facile perché lavoro molto d’istinto. La condivisione sarà uno degli obiettivi del nuovo anno. Questo è stato il mio regalo per questo natale: sbagliare per maturare nuove consapevolezze. Ho sperimentato l’equilibrio tra il materiale scelto e l’impulsività.

Da qui si riparte,  In equilibrio. 

Paolo