La mia stagione preferita è senza dubbio la primavera inoltrata: tutto sboccia e si risveglia, i colori esplodono e le forme si fanno vive, i primi profumi danzano nell’aria. Il sole, ancora timido come me, accarezza la pelle con dolcezza, invitando a lasciarsi andare alla meraviglia.
Durante la luna calante abbiamo esplorato il lasciare andare: pensieri di giudizio, pesantezze, limiti. Ora, con la luna nuova, ti invito a restare in questa direzione, ma spostando lo sguardo. Non tanto sul giudizio, quanto sulla quiete. Non tanto sul limite, quanto sul silenzio.
Il silenzio è un territorio che sto esplorando anch’io, e so quanto possa aprire spazi inattesi. Ci sono molte piccole attività che possono accompagnarci in questo ascolto. Te ne propongo una, semplice e sensoriale, che unisce corpo e scrittura.
Piccolo rituale del gusto e dell’ascolto
• Prendi, se hai a disposizione, un pezzetto di cioccolato fondente oppure un chicco d’uva (anche secco va bene). • Sdraiati, se puoi, in penombra. Chiudi gli occhi. • Porta il cibo alla bocca e assapora lentamente. Lascia che il palato ascolti. Che il corpo riceva. • Non avere fretta. Anche quando la dolcezza si dissolve, resta qualche istante in ascolto: cosa desidera il tuo palato? Cosa emerge nel silenzio?
Scrittura come eco del silenzio
Quando senti che l’esperienza è completa, scrivi. Senza filtri. Cosa hai percepito? Cosa hai ascoltato nel tuo silenzio?
Tra le parole che emergono, ce n’è una che ti chiama? Una frase che vibra? Soffermati su quella. Se tende al giudizio, osserva come potresti trasformarla. Se apre uno spazio, prova ad espanderla. Lascia che diventi seme di abbondanza.
Se questa attività ti ha parlato, mi farebbe piacere sapere come l’hai vissuta. Puoi condividerla sui social taggandomi, oppure scrivermi in privato: 📩 crea@paolocipriani.art
Chi è la persona più famosa o famigerata che tu abbia mai incontrato?
Ogni strada va onorata
Guarda davanti a te. E osserva il tuo passato.
Ogni curva ti ha donato il mistero delle novità, ogni dosso ti ha fatto sobbalzare di emozioni paura, gioia, stupore. L’hai percorsa tu, a volte in salita, altre in discesa, sempre con il cuore in cammino.
E dietro di te… il futuro. Non lo vedi, ma immagina: ti raggiunge da dietro come un angelo silenzioso, ti abbraccia con ali colorate, vivaci, è lì, pronto ad accompagnarti, a sostenerti con passo leggero.
È una visione nuova, vero? Non siamo abituati a guardare il passato davanti a noi e il futuro alle spalle. Ma se lo immagini così, sai che arriverà, anche se ancora non ha volto. Lasciati guidare.
Ora sei su questa strada. Onorala. Per ciò che hai vissuto, per ciò che stai diventando, per ogni passo che ancora non conosci ma che già ti sta cercando.
La luna calante ci accompagna nel gesto gentile del togliere. È il tempo del lasciare andare: pensieri, abitudini, giudizi che non ci servono più. Pensieri come “non valgo niente”, “mi sento giudicato”, “quello che faccio non interessa a nessuno”. Pensieri che si insinuano, che non ci appartengono davvero.
Questo esercizio puoi farlo durante la luna calante, oppure ogni volta che senti il bisogno di alleggerirti. Ognuno ha i suoi pensieri da lasciare andare. Tu sai quali sono i tuoi.
🎨 Preparazione
Prepara il tuo spazio come fosse un piccolo altare creativo:
Fogli adatti all’acquerello
Una penna
Un foglio per scrivere
Un bicchiere d’acqua
Una matita
🌬️ Passo 1 – Il respiro e la lista
Chiudi gli occhi. Respira. Porta l’attenzione ai pensieri che girano nella tua mente. Qual è quello che più desideri lasciare andare, proprio ora?
Scrivilo. E poi scrivine altri. Fai una lista di almeno cinque pensieri che vuoi lasciar andare.
🎨 Passo 2 – I colori del lasciar andare
Per ogni pensiero, scegli un colore. Cinque pensieri, cinque colori. Non cercare il significato: lascia che sia il tuo sentire a guidarti.
Ora scegli uno di questi colori: quello che più rappresenta il pensiero che vuoi trasformare oggi. Sarà il colore predominante del tuo acquerello. Se scegli il giallo, potrai sfumarlo verso l’arancione o il verde. Lascia che il colore si espanda.
🌀 Passo 3 – La spirale e la frase
Con la matita (se vuoi), disegna una spirale che parte dal centro del foglio e si apre verso l’esterno. Mentre disegni, ripeti dentro di te una frase legata al pensiero che vuoi lasciare andare. Ad esempio: “Voglio sentirmi più leggero dal giudizio degli altri.”
Poi, con l’acquerello, ripercorri la spirale con il colore scelto. Lascia che il gesto accompagni il pensiero. Lascia che l’acqua lo porti via.
💌 Condivisione
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Come gestisci il tempo davanti allo schermo per te stesso?
Dal mio mondo ADHD, la tecnologia ha sempre avuto un fascino magnetico. Ma quel fascino, a volte, diventava un labirinto.
Con i videogiochi tiravo fino all’alba, dimenticando persino di mangiare. Era come vivere in apnea digitale. A un certo punto ho capito che, per stare bene — con la mente e con il corpo — avevo bisogno di confini. Così ho creato il mio sistema: timer, rituali, pause consapevoli. Quando mi accorgo di esagerare, non ci penso due volte: elimino le app che mi risucchiano come demoni. Perché sì, le soluzioni creative esistono. Ma bisogna volerle davvero.
A volte è difficile “mantenersi”. Si diventa ossessivi, compulsivi, ripetitivi. Si passa da uno schermo all’altro, e tutto questo nella mente sembra normale.
Ma è una normalità che consuma energia. Ti è mai capitato di sentirti scarico, anche se sei disteso sul divano? Distratto, anche nel silenzio? Succede perché la mente continua a cercare stimoli, come un radar impazzito.
Prova a sdraiarti dieci minuti al buio, anche in pieno giorno. All’inizio sarà strano, ma col tempo imparerai a staccare. A non essere impetuoso come il vento.
Tu come ti relazioni con la tecnologia?
Crea. Disegna. Danza. Respira. La quiete non è noia. È spazio per ritrovarti.
Da questo preciso momento, in cui puoi scegliere di far fluire la giornata con intenzione e presenza. Ogni frammento del quotidiano può diventare spazio di Mindfulness creativa: un invito a rallentare, ascoltare, trasformare.
Attraverso i rituali creativi e l’arteterapia, ci addentriamo in una riflessione interiore fatta di colori, forme, linee, ma anche di sguardi, gesti, silenzi e movimento del corpo. Sono pratiche che propongo sia in presenza che online, pensate per esplorare il proprio mondo interiore e coltivare calma, radicamento, tranquillità.
Ma non solo. Queste esperienze ci aiutano anche a mettere in luce ciò che fa male, ciò che punge, ciò che disturba. Perché è proprio lì, in quel punto di attrito, che spesso si nasconde la risorsa più potente. La ferita può diventare soglia. Il fastidio, direzione. E la creatività, il ponte per attraversare.