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Il Nove simboleggia la Luna ed Ecate, nonché la discesa dell’energia nella materia. Il numero Nove identifica persone sagge, delle vere e proprie guide la cui sfida consiste nel raggiungimento di tale saggezza attraverso l’elaborazione delle proprie emozioni. E’ anche detto “il numero della verità”.

Il Nove per me è instabilità che si regge in equilibrio su una virgola, non mi trasmette fiducia e mi porta a vivere in continui alti e bassi e sbalzi di umore. Nonostante questo, è un numero generoso.

L’energia del divino si sta risvegliando dentro di te. Lasciati guidare dalla tua anima. 

Equilibrio

Un modo valido per comprendere l’arte terapia è farla esercitandosi giorno dopo giorno e sperimentando le tecniche sulla propria pelle.
In questo modo assorbi la tecnica e la didattica, una didattica ricca di nozioni non difficili, ma complesse.
Ogni sguardo o movimento corporeo può indicare qualcosa, un’emozione, una sensazione. Quindi, prima di metterle in pratica con altre persone, è bene che mi eserciti con le mie stesse emozioni.
Forse un giorno andrò a esercitare questa professione, dico forse perché ho molto ancora da imparare e assorbire affinché diventi MIA.
Ogni tecnica fa emergere la nostra creatività che probabilmente pensiamo di non avere. Come se fosse un dono nascosto che può valere per ogni disciplina come la musica, il teatro, la lettura. Tutti abbiamo bisogno di stimoli, di questo sono sempre stato convinto. 
Da quando ho iniziato questo percorso come futuro Arte terapeuta sto passando da una tecnica all’altra, a volte mischiandole. Qui non si parla più di OGGETTO d’arte, ma di oggetto emozionale.
Questi oggetti in ceramica che ho creato durante un laboratorio nel mese di novembre, li ho colorati con acquarello, china nera e colla vinilica. Semplicemente senza addentrarmi in tecniche articolate e scegliendo quindi la semplicità e la praticità.
Tengo molto a dare importanza all’emozione, infatti, l’armonia che sto vivendo è immensa e mi sta direzionando verso nuove e articolate strade. Già lo scorso anno ho sperimentato la tecnica gelpress creando delle piccole opere con piume e foglie pressate su carta. Le stesse opere le ho messe in vendita su canali dedicati, ma oggi mi sto rendendo conto che sto facendo un viaggio completamente diverso. Non mi sento l’artista che crea per voi opere uniche e originali, ma l’artista che esprime le sue emozioni sperimentando su sé stesso per poi un giorno aiutarvi a fare lo stesso. 

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L’Otto è un battito cardiaco, è un numero che mi perseguita in senso positivo. È molto presente nella mia vita, è un flusso continuo ed una continua ricerca verso l’infinito, Simbolo per antonomasia di continuità, proprio come un battito cardiaco, il cuore batte e spinge la macchina chiamata corpo. Sono due sfere unite, due mondi interni pieni di energia, spinta nel movimento che si crea come una forza centrifuga, sconfinando verso nuovi orizzonti e nuovi insegnamenti.

Rifletti e agisci

L’Otto simboleggia l’Infinito, la perfezione, la vittoria, ma anche persone che devono imparare a usare l’abbondanza e il potere a scopi non egoistici, perseguendo l’equilibrio interiore per evitare di essere vittime dei loro estremi emotivi. L’Otto corrisponde inoltre alla “doppia porta”, intesa come porta verso la vita terrena e spirituale.

L’Otto, quindi, è intraprendenza, sicurezza, capacità di concentrazione e decisionale.

La mostra d’arte che si annusa: Fleeting-Scents in Colour

Non appena i musei riapriranno, la galleria d’arte Mauritshuis, in Olanda, proporrà una mostra d’arte sensoriale, mettendo insieme quadri e odori e …

La mostra d’arte che si annusa: Fleeting-Scents in Colour

Legno e das

Il legno è stato colorato con acquarelli e ho incollato qualche tassello mosaico in vetro.

Base in das che ho colorato

L’elefante smemorato

Guardando questa ombra mi è venuto in mente un elefante. Mia madre aveva una collezione di almeno mille elefanti, tutti sistemati per casa. Elefanti di ogni tipo, come soprammobili, di peluche, rappresentati nei quadri, pentolini e bicchieri a forma di elefante.

Aveva iniziato a collezionare questi meravigliosi oggetti perchè mio padre un giorno le aveva detto che lei era forte come un elefante e le ha regalato uno in bronzo. Poi, con il tempo, ogni membro della famiglia e gli amici le hanno regalato sempre degli elefanti. Era diventato quasi un obbligo, ad ogni viaggio il souvenir doveva rappresentare non solo il ricordo del viaggio, ma anche un elefante, come un simbolo. Qualche elefante l’ho conservato, altri sono nei miei ricordi.

Mio padre, quando viveva a Montesilvano, aveva piantato dei salici, e aveva dedicato la via proprio ai Salici.

Sono ricordi gioiosi, felici, armoniosi. Così ho creato un breve racconto, ma ve ne metto solo un pezzo, magari un giorno, chissà, completerò l’opera.

L’elefante e il Salice

C’era una volta un elefante robusto e smemorato. Un giorno, camminando per i suoi itinerari, l’elefante incontra un albero robusto, ma piangente, il suo nome è Salice… (più breve di così) 🙂

Disegno 50×25 Aprile 2021 L’elefante e il Salice – #carboncini #pastelliolio #acquarello #chinanera

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7 anni

Si dice che i gatti abbiano sette vite e lo stesso si dice anche per le nostre anime. Ogni sette anni c’è un cambio, un nuovo flusso di energia che ci accompagna per altri sette anni. Può essere un’energia forte, vigorosa, ma può anche essere sotto tono, pallida, debole. In ogni caso è il modo in cui si affronta questo nuovo ciclo di vita che fa la differenza. 
La mia anima aveva anticipato che qualcosa stava cambiando nel 2013, quando venni a vivere da te e presi l’aspettativa. Un cambio radicale di vita per starti vicino. Appena nove mesi di condivisione, nel bene e nel male, con il tuo carattere forte e autoritario, ti ho accudita, mi hai accudito, ti ho portato a passeggio, ti ho cucinato. Hai raccontato, ancora una volta, di quando e come hai incontrato papà, della prigionia, del tuo bel mare a Kos. 
Questo’ anno sono sette anni che non ci sei più mamma, ricordo ancora quell’ attimo in cui ti sei spenta. 
Per anni ho visto il tuo viso che annaspava nella stanza guardandomi dritto negli occhi mentre mi salutavi. 
In quei mesi mi svegliavo di soprassalto e vedevo il tuo viso, mi davo sempre una spiegazione per tranquillizzarmi, hai voluto che ti vedessi morire, come tu hai visto me nascere, nelle mille complicazioni che hai avuto. 
In questi sette anni ci sono state cose belle e momenti di estrema solitudine. Sono stato perso nelle preoccupazioni che tu per anni ti sei addossata. Da queste complicazioni è nata una nuova persona, un Paolo che arranca per la sua strada e che si scontra con la sua contrastante personalità. Una personalità che sembra vuota, ma che in realtà è ricca di emozioni.
In questi giorni, dove la mia energia sta cambiando, ho rivisto il tuo volto, mi guardavi sorridente e fiduciosa. Ora tu sei libera da questo inferno chiamato Terra. Ti sei ricongiunta con quel mare misterioso e ancestrale che tanto amavi.

6

Il Sei è un numero magico, equilibrato sia fisicamente che psicologicamente. Vedere questo numero ti fa entrare in simbiosi con te stesso. Lo vedo di rado proprio perché sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che, da un lato è un bene perché porta a stimolare la propria creatività, dall’altro, però, sei sempre in movimento senza fermarti un attimo… un vero ciclone!

Prenditi il tempo per eliminare tutto quello che blocca la tua gioia. Segui ciò che ti fa danzare il cuore.

La potenzialità energetica del numero Sei si esplica al meglio nel perpetuo scambio del dare-ricevere sia in campo affettivo che di vita sociale.

Se vedo il Sei, mi devo fermare e riflettere sui successivi passi da compiere.

La natura del numero Sei, quindi, permette lo sviluppo di idee e concetti che agiscono per il miglioramento della vita sociale e del benessere. Mi soffermo anche sul desiderio di vedere le persone più care che, ultimamente, è impossibile. Come, altrettanto problematico, risulta prendersi cura delle persone che hanno difficoltà. Per questo motivo, proprio in questo periodo, sto portando aiuto alle anime perse della Caritas offrendo loro il mio tempo che mi viene copiosamente ripagato con sguardi e parole di infinita gratitudine che sgorga dal cuore. 

Il Sei, quindi, dipinge il ritratto della generosità, della responsabilità e dell’ equilibrio. Infonde sicurezza spingendoci ad occuparci del bene degli altri, ad amare e ad essere ricambiati.

Attenzione ai sensi di colpa e all’insicurezza, potrebbero non aiutare.