Finché la barca va…

Eravamo nella baia di Ponza, dietro il paese, ancorati a largo. Ci tuffavamo, pescavamo, ridevamo. Una serata soft. 

Durante la notte una barca ci viene contro, si stacca l’ancora, il mare era agitato e c’era molto vento. Dentro la piccola baia, il vento ululava. 

Albeggiava ed eravamo tutti svegli a darci da fare per metterci al riparo dalla pioggia del mare e dal pericolo delle altre barche. 

Siamo ripartiti in fretta e furia per raggiungere il porto, senza vela a motore. Di fretta come una lumaca in corsa. 

La barchetta era sempre sott’acqua, sembrava un sottomarino. Mia sorella e mio cognato erano fuori al timone con forza e coraggio. Gli imprevisti in mare sono sempre in agguato. 

Io ero in stiva dove tutto ballava e volava. 

Mia sorella si affaccia:” Lillo come stai? Che fai tutto steso lì?” 

“Sono pronto per morire”, dissi. Ero tutto lungo con le mani incrociate sul petto proprio come dentro una bara di legno. 

Girato l’angolo il vento e il mare si placano. Tutto torna luminoso e pacifico con una calma quasi surreale. 

Ricordo quel giorno e sorrido. Alcuni ricordi per quanto forti ti insegnano ad amare il mare in tutte le sue vesti. 

 Con il senno di poi qualcosa si dimentica, ma non tutto scorre come l’acqua. 

Photo scattata entrando in porto, dopo aver superato l’ostacolo.

ZigZag Marzo – La Luna

#liberazigzag Marzo Luna. Per questo tema ho usato del bambù, della carta e molto flatting. Inizialmente volevo creare qualcosa da mettere in giardino, ma poi è diventata una lampada comodissima. 

Le 13 Lune

Lampada da soffitto con bambù e cartoncino

Quando sono nato la luna era un piccolo spicchio di luce, quasi una luna nuova tutta per me. Mi sono chiesto se vivo nel buio o nascosto. Né l’una, né l’altra cosa. La luna senza luce, invisibile ad occhio nudo, segna l’inizio di una nuova fase lunare, è il giorno in cui il contadino semina fiducioso le sue perle per un generoso raccolto. 

Preparati a farlo anche tu scrivendo i tuoi desideri su un apposito quaderno dalle pagine preziose. 

Nell’ombra si nasconde la nostra creatività più profonda a volte incompresa

Nel mese di marzo la luna nuova cade il giorno 13 alle ore 12. Dunque prendi un quaderno, un foglio e scrivi e disegna chiedendo con fiducia, perché ti sarà dato.

Inizia ogni richiesta con le parole “grazie per” come se i tuoi desideri fossero già nella tua vita ora, ed emozionati all’idea. Lasciati cullare dall’amore che ne scaturisce.

La legge di attrazione ti dà altre emozioni simili a queste, attirando verso di te, la realizzazione di tutto ciò che scrivi! È la legge, non si scappa.

Ogni luna ha una sua energia, una sua forza che ci influenzano. 

La luna piena è una bomba a mano! Personalmente risento molto della potenza della sua luce. Mi trasformo come un lupo mannaro, esce un altro Paolo, irrequieto. Emerge la parte più passionale di me, quella che travolge tutto come fosse un ciclone insaziabile!

La Luna piena sarà il 28 marzo alle 20:30.

In sintesi

Luna calante: prima di dormire perdona tutto e tutti, dormirai più leggero.

Luna crescente: fai un lavoro di  introspezione, e abbi il coraggio di cambiare

Luna piena, Plenilunio: La libertà è il successo della completezza.

Molti artisti hanno dipinto, fotografato o creato sculture. Ho scelto il quadro di Marc Chagall, Il paesaggio Blu 

Marc Chagall, Le paysage bleu, 1949. Wuppertal, Von der Heydt Museum © VG Bild Kunst, Bonn ; Photo © ARTOTHEK © Adagp, Paris 2019

Lasciamoci ora avvolgere dall’intensità di questo quadro che cattura – nella dimensione onirica di Chagall – la forza del romanticismo in una visione intima, al chiaro di luna. Eccoci immersi da quel blu intenso – il colore di Chagall – che lo stessa artista definisce come qualcosa che è più di un semplice colore :“Un’anima blu irrompe nei miei quadri”. Il mondo pittorico di Chagall si nutre di poetica, di rimandi culturali, di simbologia e magia onirica che qui ritroviamo in una visione romantica – in un bacio dolcissimo e in un abbraccio stilizzato da due mani.

La Sorgente: Ispirazioni e sconfitte

Chiang Mai, Thainlandia @ph Paolo Cipriani 2019

Sono un ragazzo semplice che ama divertirsi, ma non faccio le cose per fare “il pelo agli altri”,  sono anche molto ingenuo e, a volte, credo a tutto… ma quando si supera il limite, metto un freno!!

Qualche giorno fa, in un post sul mio blog, dicevo che molte cose vanno nel dimenticatoio.  Come nascono, muoiono  e per diversi aspetti il motivo principale è che non si devono fare per compiacere gli altri, ma perché si ha il desiderio di farle, per amore verso se stessi e verso il prossimo.

Quando ho deciso di condividere con voi lo zigzag, era proprio per ringraziarvi delle mille idee che mi avete dato e ho anche proposto  di condividere le vostre opere sul mio blog. Questo è stato il mio errore perché ognuno deve essere in grado di valorizzare il proprio lavoro e nessuno al suo posto può farlo. Personalmente ci credo tanto, per questo non ho insistito e mi fa immenso piacere condividere idee e sensazioni! Adoro vedere le vostre creazioni, ma credetemi l’importante sono gli stimoli che condividiamo, l’atmosfera che respiriamo ripaga più di un esaltare la propria bravura. L’ ego va dominato e non è facile, lo so benissimo. Mi vengono idee, le esterno, le riprendo, le cestino. Non tutto si può mettere sul piatto d’argento, alcune cose sono solo posticipate, altre moriranno. 

Tutto cambia, se  migliora o peggiora lo decidiamo noi strada facendo e lo scambio si fa in un doppio senso perché il senso unico può portare anche in un fossato o in un abisso dal quale è faticoso risalire! Lo so perché in passato sono precipitato proprio in quel fossato buio, profondo e angusto dal quale sto ancora risalendo le sponde. 

Voglio esprimere un sincero grazie al gruppo di pari sempre presente ad ascoltarmi o ad abbattermi, non importa, perché soprattutto dalla sconfitta mi faccio forza e trasformo gli errori in grandi opportunità! Non mi sento superiore a nessuno, mi rimbocco solo le maniche, con i miei tempi e non ho alcuna fretta, la vita è lunga, si spera!

Il viaggio Continua con mille proggetti, obiettivi a breve termine tra cui un e-book e molti a lungo termine.

Mettere in discussione se stessi è il modo migliore per capire gli altri. Michelangelo

La Carovana, il viaggio delle emozioni

Sgranchire i pensieri

La verità è dentro di te, graffite su carta, gennaio 2021

Ho sgranchito la mente passeggiando sulla spiaggia, osservando e accarezzando dolcemente il suono del mare. Ogni dettaglio mi porta a un altro pensiero. E’ così che sento l’ispirazione o l’intuizione se vuoi. Non tutto quello che pensiamo si può riprodurre. A volte metti da parte e poi, come in un incantesimo, finisce tutto nel dimenticatoio. 

Bisogna rimettere in ordine i pensieri e le idee e riorganizzare la matassa interiore.

Paolo Cipriani non è un artista, Paolo vive di emozioni e l’arte si identifica nelle emozioni. Quando mi chiedono se mi sento un artista istintivamente dico di sì, certo che sì. Ma poi mi chiedo se sono davvero un artista.  Le mie opere raccontano qualcosa in termini di socialità e comunicazione?

Questa è la parte più difficile. Un artista deve reinventarsi continuamente per trasmettere il lato nascosto che vuole velatamente mostrare e a volte è geloso di sé. Partendo proprio da questi pensieri ingarbugliati, da questi intrecci cerebrali ho riscoperto e riflettuto sul mio vivere. 

Perché condannarci a un’esistenza che ci rende infelici solo perché qualcun altro sostiene che sia la via giusta?

E quale sarebbe poi la via giusta? Gratificarsi, migliorarsi o dimostrare ad altri il proprio evolvere? Mi sento semplicemente libero di proseguire la mia strada come meglio credo. 

Il nostro Zig Zag è la libertà!

Sfida ZigZag

In questi anni sembravo un’anima in pena, non capivo cosa volevo migliorare nella mia vita, se il lato artistico, il lato “viaggereccio” o altro. Ero perso. Anno dopo anno arrancavo e strisciavo aggrappandomi a qualunque appiglio per superare l’ostacolo. Ero insoddisfatto del mio vivere, non mi sentivo appagato, mi mancava qualcosa e avevo il vuoto dentro il cuore. 
Durante questo 2020 ormai trascorso, ho iniziato una serie di corsi per arricchire il mio bagaglio culturale e creativo e per una crescita personale intensa e cospicua.Si tratta di un cammino che mi sta aprendo la strada verso qualcosa di nuovo e opposto a quello che faccio attualmente. E’ un percorso fatto non solo di arte e creatività, ma anche di tempo donato a chi realmente ne ha bisogno. Ho migliorato il mio quotidiano organizzando le mie giornate in maniera schematica, invece prima andavo per istinto. Ho imparato a gestire il tempo per le vere necessità che a volte possono essere anche il non fare nulla. Ho appreso nuove tecniche d’ispirazione che diventano poi fonte della mia creatività. Ho scoperto che ho bisogno di stimoli, come penso un po’ tutti, ma spesso ho bisogno di stimoli reali che mi inducano a creare con continuità ed estro. Partendo da questo impulso ho deciso di creare ZIG ZAG, “Il presepe a ventaglio” e da lì ho pensato di creare uno ZIG ZAG al mese affrontando di volta in volta un tema differente ispirato alla crescita personale attraverso una forte motivazione sulla base di tecniche artistiche. Sto svolgendo questo lavoro per me, per migliorare le capacità creative e personali ed ho pensato di condividere ed estendere a tutti voi la mia esperienza per fare questo viaggio insieme. Durante questi viaggi personali spesso si incontrano persone il cui atteggiamento ci fa sentire inadeguati, ma perché? Inadeguati nei confronti di chi? Quando abbiamo un’idea, un’ intuizione, pensiamo che ci sia sempre qualcuno che le realizza meglio di noi. E allora l’arte ci salva! Dai segni nascono forme e racconti che prendono vita su un foglio. Avvicinarsi al disegno innalza la nostra autostima e nutre la fiducia in noi stessi al di là dei giudizi del passato stratificati dentro il nostro essere e che ci hanno fatto diventare sempre più severi nei nostri stessi confronti demolendo e denigrando le nostre opere. Per raggiungere il traguardo è importante essere ben centrati, prendere coscienza sul da farsi, allenare la costanza e organizzare al meglio gli spazi. Infine, contano il tempo e la direzione da seguire come elementi fondamentali. 

Il mese di gennaio l’ho dedicato alle ombre, considerando “ombra” sia come termine fine a sé stesso, ovvero ombra come il frutto della luce e del buio, sia come bagaglio chiedendoci cosa abbiamo imparato in questi anni. Cosa proietta la nostra ombra e dove ci vuole condurre? L’ombra siamo sempre noi che ci spostiamo seguendo i nuovi insegnamenti e le nuove prospettive… al nostro presente, ai nostri desideri, intrecciamo colori e parole.
A volte troviamo strade che si dividono e, come in un labirinto, abbiamo paura di perderci, ma in realtà le strade, tortuose o sconnesse, portano allo stesso luogo, magari semplicemente con panorami diversi. 

Ognuno di noi può creare la propria storia di colore e parole sul supporto che desidera, con intagli, collage o come meglio crede, ognuno ha il proprio bagaglio e può sapere cosa c’è dentro perchè è una scatola piena di ricordi. 
La nostra strada a volte è sconnessa come uno zig zag, a volte incerta, ma diventa via via sempre più luminosa, di una luce immensa e densa che proviene da dentro e ci inonda di grinta ed energia. 
Quindi ognuno di noi può creare uno ZIGZAG, il libro a ventaglio o una cartolina fronte retro ispirandosi a dei temi che vi proporrò come in un gioco. Il gioco sarete voi a completarlo con delle parole che la vostra creazione vi suggerirà dando forma ad un breve racconto che poi scriverete sul supporto. Guardate il mio Zig Zag “Le ombre” a questo link

Il gioco ci unirà per il tema, ma ogni Zig Zag sarà completamente unico e pieno d’amore. 

Libera la creatività crea uno zigzag! Segui questo link

Zero

Lo zero è un numero che non rientra  tra i numeri della numerologia perché i numeri base vanno da 1 a 9 e poi abbiamo i numeri Karmici: 13-14-16-19 ed i numeri Maestri: 11-22-33.

Vi racconterò la mia visione dei numeri da zero a cento poiché ogni numero ha qualcosa da dirci, ogni numero ci suggerisce dove porre l’attenzione e ci induce ad una riflessione. 

Lo zero    rappresenta la maternità, il grembo che contiene. All’interno dell’utero materno, infatti,  durante gli ultimi mesi della gravidanza, il feto ha modo di sperimentare sensazioni tattili e gustative e di udire dei suoni, in particolare quello della voce materna,   il bambino che nasce ha già iniziato a sperimentare il mondo attorno a sé. Quindi già dal grembo materno noi siamo protetti dal cerchio e curiosi di apprendere fuori dal cerchio. Il Cerchio racchiude le nostre conoscenze, il vissuto,  gli sbagli, gli apprendimenti. È una zona confortevole della nostra vita. All’estrerno,invece, c’è un mondo ricco che ci attende e dal quale prendiamo spunti di riflessione, curiosità che portiamo dentro il nostro mondo per arricchirlo e allargare le nostre conoscenze. 

Lo zero è uno spazio concettuale che racchiude tutte le potenzialità ed è come punto di giunzione tra una cosa e l’altra, rappresenta al contempo un’assenza e una porta dimensionale sul tutto. Non bisogna aver paura di curiosare intorno al nostro cerchio, bisogna far tesoro di tutto ciò che si conosce, e arricchire la nostra dispensa con materiale utile alla nostra crescita culturale e personale. 

Nello spazio tra un pensiero e l’altro, al di là della mente, dimora la Pura Coscienza, ma non ne siamo consapevoli perché i pensieri sono come i fotogrammi di un film che, succedendosi uno dietro l’altro, nascondono lo schermo bianco sul quale sono proiettati. 

In matematica lo zero significa il punto di partenza e di arrivo di un viaggio. Un viaggio lento, curioso e a volte confuso. Ed è proprio partendo dalla confusione che riusciamo a trovare la strada giusta prendendo spunto dall’archivio del nostro vissuto. 

È come un vortice eccitante che gira su se stesso come la casa di una chiocciola. Una chiocciola che, all’apparenza, può sembrare lenta nel suo andare, ma sfreccia veloce verso nuovi , infiniti orizzonti. 

Einsten  afferma: “Il nulla non esiste in quanto ogni spazio è colmo di energia radiante”.

Lo zero spesso viene rappresentato con il simbolo Uroburo, ovvero, l’immagine di un serpente che si morde la coda e la inghiotte.
Questa diffusissima figura simbolica rappresenta, sotto forma animalesca, l’immagine del cerchio che personifica l’ eterno ritorno. 

Esso sta ad indicare l’esistenza di un nuovo inizio che nasce tempestivamente dopo ogni fine. 

L’Uroboro rappresenta il circolo, la metafora espressiva di una riproduzione ciclica come la morte e la rinascita, la fine del mondo e la creazione e di conseguenza anche l’eternità iconograficamente rappresentata dal cerchio stesso.
 “en to pan” 
Lo zero è un numero molto forte in tutte le sue culture di provenienza. Lo zero infatti lo si associa anche allo Yin e allo Yan, i contrasti,  la dualità. 

Se vedi lo zero, il cerchio: non sei mai solo

Lettera a Paolo

Lettera a Me.

Ogni anno mi scrivo una lettera facendo un resoconto dell’anno trascorso. Rifletto sull’ insegnamento che ho tratto e come posso migliorarmi nel nuovo anno. La lettera è personale, intensa e ricca di emozioni belle e brutte. Valuto le esperienze che in qualche modo ci migliorano. Scrivo quello che ho vissuto nell’anno che si conclude, ma soprattutto esprimo in parole sogni e aspirazioni del nuovo anno, prestando attenzione a come impostare i desideri e gli impegni. Ogni frase va scritta nel minimo dettaglio, per non dimenticare nulla. Una lettera d’abbondanza va elaborata in modo da migliorare il proprio percorso di vita. La lettera, una volta scritta, me la rileggo a mezzanotte o giù di lì, per poi bruciarla, non la conservo perchè quello che ho fermato sul foglio si trova nel cuore.
Quest’anno ho ripreso a sfidarmi con nuove tecniche e formati dopo una pausa di lunghi anni di incertezze e confusione. Le nuove opere e i gesti da me utilizzati si avvicinano a dei lavori fatti nel lontano 2000 ed ispirati all’eclissi, forme tonde che richiamano il numero zero.
Questa Expo l’ho installata nel 2001, nel laboratorio di mia sorella Elettra Cipriani a Roma vent’anni fa quando ero molto più giovane… 
Si tratta di circa venti opere tra cui c’è la più grande che misura 100×100. Tutte le altre misurano 40 cm di diametro perché sono tonde ed ispirate all’eclissi vista in Bulgaria l’anno precedente. 
La mostra era tutta illuminata a candele, la sensazione di tramonto trasportava e si osservavano le opere molto da vicino, la luce era particolarmente calda. 
Le opere lasciano immaginare il sole nascosto dentro ognuno di noi. Il cerchio, lo zero, racchiude tutto al suo interno, ma fuori c’è un mondo immenso che ci attende.
Buon anno a tutti.
Mostra Eclissi, Roma anno 2001 L’albero di Terracotta
Paolo nel suo atelier di Roma, luglio 2000

Boite

Adoro le scatole. Scatole di ogni tipo, di latta vecchio stile o di legno grezzo, mai di plastica, al massimo di cartone. Adoro anche i sacchetti di stoffa e le valigie. Quando abitavo a Bruxelles ho comprato scatole in latta strepitose, stile anni ’50. Molte le ho perse nei vari traslochi che ho fatto, ma ne conservo un bel ricordo. Le scatole possiedono sempre qualcosa di magico da raccontare, qualche mistero nascosto al loro interno, magari vecchie lettere, cartoline, bigliettini o anche gioielli. Oppure contengono qualcosa che non deve essere trovato… scatole dal contenuto enigmatico. 

Le scatole, che meraviglia! Anche i gatti adorano le scatole. Si sentono protetti per fare a noi gli agguati.  Questo non vale per i miei gatti perchè uno pesa nove kg e, se salta, trema il palazzo. Ogni scatola ha un suo utilizzo.  Ci si mettono i colori, le matite, i pennelli. A volte il contenuto cambia. Io, ad esempio, faccio girare gli oggetti al loro interno, gli cambio la location, ma questa è una mania che ho anche per i mobili di casa o per i vestiti all’interno dell’armadio… un modo buono per allenare la memoria. Anche l’oggettistica ha i suoi contenitori, in questo caso di stoffa. La pochette della macchina fotografica, un’altra per i cavi, un’altra ancora per le penne, soprattutto se mi trovo in viaggio. E’ un po’ come la casa delle scatole, dopo la casa delle bambole. 

Adoro anche romperle le scatole! Ma questa è un’altra storia.Perché vi parlo delle scatole?

Le scatole mi ricordano da dove sono arrivato, il percorso che ho fatto e le trasformazioni che sto vivendo. Anche le scatole vivono a loro volta delle trasformazioni, non nella fisicità e nella forma, ma il loro contenuto cambia in base alle nuove conoscenze. Alcuni ricordi ci sembrano sciocchi e inutili, in realtà sono proprio loro la chiave della felicità…
Noi come esseri viventi siamo scatole, all’interno del nostro corpo custodiamo esperienze, conoscenza e creatività che a volte è latente, ma può emergere praticando degli esercizi. La creatività è dunque il passaggio tra il pensiero e l’azione. E’ il motore indispensabile della vita. La creatività ci aiuta a risolvere i problemi complessi in maniera semplice ed efficace. Ci spinge a  sviluppare nuove idee e nuovi progetti per il nostro lavoro. Migliora le nostre relazioni e la nostra comunicazione, rigenera la qualità della vita e ci fa vivere nel qui e ora. Ci conosciamo meglio,  ci rilassiamo e ci stacchiamo dallo stress quotidiano.
Nutriamo la nostra energia. Ci divertiamo e sorridiamo di più. Condividiamo momenti più allegri con la famiglia e con i figli.
Dormiamo anche meglio.

La nostra vita inizia come la nascita di un albero, la prima cosa che fa è mettere le radici, ma le stesse radici, vanno poi a intrecciarsi con il suolo. Una volta fissate le radici possiamo concentrarci sulle attività che più amiamo, sia nel privato che nel lavoro, possiamo offrire a noi stessi la possibilità di osservare quello che c’è intorno, guardiamo, scopriamo.  Apriamo la scatola e cerchiamo qualcosa che non avevamo mai considerato con attenzione, nel dettaglio. Guardiamolo come se lo stessimo facendo a occhi chiusi con il tatto e l’olfatto. Ecco una breve introduzione a un lavoro che sto preparando, un progetto ambizioso e creativo. Sto creando la “Scatola delle competenze” per creare e attivarsi. Questo progetto mi gira in testa da diversi anni ed è l’idea di creare un luogo per tutti, dove poter esternare emozioni, e passare all’ azione. Il progetto è ampio, non si tratta solo di dar vita a un luogo protetto dove poter creare liberamente, ma l’intento è di realizzare “La carovana delle emozioni” che trasporta una valigia all’interno della quale troviamo scatole di ogni genere, con contenuti poliedrici, tecniche ed esperienze diverse. La valigia si troverà dentro una geniale carovana che naturalmente nella realtà sarà un camper che viaggia in luoghi remoti portando gioia alle persone che vivono isolate. Il viaggio rappresenta molto per me perchè lo vivo con tutto me stesso. Sia che si tratti di un viaggio lungo, dall’altra parte del mondo, sia che si tratti di un sentiero da seguire passeggiando, un pellegrinaggio, o una semplice escursione, ho sempre con me uno zaino di emozioni, di pensieri e riflessioni che solo un viaggio può trasmettere. E’ un vagabondare libero dell’animo umano. E’ una sensazione da fermare in un diario che poi metto in valigia o nello zaino, di sicuro nel cuore e nella mente. Buon “viaggio” a tutti.